Mentre gli adulti si fanno la guerra per il bene dei bambini, loro gridano con tutti i canali comunicativi che hanno il loro malessere e il bisogno degli adulti, evidenziando che tutti gli interventi attuati non stanno facendo il loro bene.
È un paradosso perché gli interventi sono stati pensati per proteggerli, ma in questo momento i bambini stanno esprimendo e manifestando un profondo malessere.
Bisogna considerare il percepito dei bambini, ragionare, entrare nella loro testa, leggere la realtà con il loro cervello e progettare (proiectare, cioè portarsi avanti) un intervento che tenga conto del contesto, della struttura e delle competenze che hanno acquisito.
Parliamo di bambini che fino a quel momento percepivano ciò in cui vivevano come un unico mondo. Quindi, basandosi su un modello multifattoriale probabilistico, che tiene conto delle traiettorie evolutive, bisogna indubbiamente tenere conto del tempismo: quando le cose vengono fatte in un tempo non corretto, in un tempismo e in modo sbagliato, rischiano di avere degli effetti negativi.
Era implicito che la madre non potesse essere collaborativa e che non accettasse con massima benevolenza un cambiamento drastico di vita, perché se una madre ha cresciuto i figli fino a quel momento in quel modo, significa che quello è il modo che lei reputa giusto e opportuno per i propri figli.
Che non sia quindi così scontato che immediatamente dica “ok, bello, avete cambiato drasticamente la mia vita, portato via i miei bambini, adesso io sono felice, contenta e quindi prego, fate tutto quello che volete fare”. Era normale che bisognasse tenere conto anche di questo tipo di reazione.
Quando si fa un intervento di questo tipo, si guarda anche la sicurezza, lo sviluppo del minore, sulla base del concetto di benessere integrato: fisico, emotivo e psicologico. Significa dare gli strumenti ai bambini per poter accrescere i tipi di competenze che permettono loro di tutelarsi, proteggersi, sviluppare un ragionamento complesso che gli permetta di discernere ciò che è buono da ciò che non lo è, ciò che può far male da ciò che non può far male.
Permette loro di mettere i confini e i limiti che rendono possibile l’autoprotezione e la tutela di sé: se non sono abituato a relazionarmi con gli altri, non so neanche discernere tra ciò che mi può danneggiare e ciò che non mi può danneggiare. Di conseguenza, il giorno in cui io mi integro nella società, rischio di essere esposto a delle gravi condizioni di assenza di sicurezza.
Sono bambini che adesso si trovano in sovraccarico sensoriale, perché sono passati dal vivere da spazi aperti a spazi chiusi, da un adulto osservatore a un adulto più controllore. Il sovraccarico sensoriale causa più irritabilità, perché dove vivevano c’erano livelli molto più bassi di cortisolo, erano abituati a soluzioni più pratiche e meno teoriche ai problemi.
Le emozioni erano più vissute che gestite, e oggi invece nella comunità dove stanno vivendo si chiede loro di stare buoni, di fare i bravi, di rispettare le regole. Tutte condizioni che loro non conoscono e che gli stanno generando dei sovraccarichi e la necessità di acquisire nuove competenze in pochissimo tempo: spaziali, relazionali, di interazione con l’adulto.
L’universo emotivo dei bambini era sovrapposto a quello dei genitori, basato anche sul filtro di questi ultimi. È indubbio che adesso vivano in una condizione di estrema allerta, di disorientamento, di sovraccarico cognitivo e che ci sia un’espressione emotiva legata alla sopravvivenza e all’istinto.
Emozioni di paura e rabbia si manifestano in modo più fisico e più immediato, ci sono meno filtri, ecco perché anche certe reazioni sono più manifeste.
Presentano una grande fragilità emotiva, perché sono stati separati dal loro ambiente protetto, e quindi si sentono in pericolo. Anche il filtro dei genitori può rinforzare questo tipo di vissuto, e questo genera ancora più allarme. Tutto questo a volte rischia di essere scaricato verso l’esterno e verso se stessi, motivo per il quale stiamo assistendo a questo tipo di reazioni.
Maura Manca ha approfondito questo argomento a Diario del giorno, il 10 marzo 2026
Link della puntata, a partire dal minuto 00:20:45
https://mediasetinfinity.mediaset.it/video/tg4diariodelgiorno/martedi-10-marzo_F314228801004901


