Ragazzi giovanissimi coinvolti in episodi di profonda violenza: deve far riflettere la facilità con cui troppi adolescenti ricorrono alle armi e uccidono, con la consapevolezza di essere impuniti.
Il problema è che troppo spesso si sottovaluta il fatto che i comportamenti aggressivi hanno delle traiettorie evolutive ben definite: significa che ci sono dei fattori che interagiscono tra loro e fanno presagire quelle che possono essere delle condotte violente.
Questa volta è successo a Monza dove un ragazzo di 14 anni e uno di 15 sono stati fermati dai carabinieri perché sospettati di aver aggredito e ucciso a coltellate il loro pusher. Da come si evince dai giornali, uno dei due avrebbe detto agli inquirenti di averlo fatto “per punirlo di averlo trascinato nella tossicodipendenza”, ma il movente è ancora al vaglio.
Quando si arriva in così tenera età a commettere determinati comportamenti in maniera intenzionale, si deve ragionare sulla struttura di personalità di questi ragazzi, sul fatto che stanno organizzando una condotta violenta e aggressiva che si cronicizza nel corso del tempo e diventa sempre più sistematica e persistente.
Cosa scatta nella testa di questi ragazzi? Cosa porta a questa deriva educativa?
Ne abbiamo parlato nella trasmissione Ore 14 – Il racconto del nostro Paese, su Rai 2, condotta da Milo Infante, il 1 dicembre 2020 insieme alla dott.ssa Maura Manca, psicoterapeuta e presidente dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza.
Per guardare il suo intervento, cliccare sul link a partire dal minuto 16.50:
https://www.raiplay.it/video/2020/12/Ore-14-e276e5b1-a9a5-4e15-aa51-0ccef5796677.html


