Siamo stati costretti ad affrontare una nuova realtà, intesa come ‘diversa’, come una condizione alla quale ci dobbiamo riadattare, se non vogliamo vivere subendo la stessa quotidianità.
Stiamo andando avanti, ma non migliori, più repressi e compressi di prima, in conflitto tra il bisogno di sicurezza e il timore di veder sacrificata la nostra libertà. Ovviamente i più flessibili mentalmente hanno cercato di usare questa condizione per cambiare, ma lo avrebbero fatto in qualsiasi altra circostanza, anche meno estrema.
Adesso è indubbio che dobbiamo ripensare il concetto di TEMPO, ci saranno più attese, più spazi e servirà anche più pazienza. Dobbiamo modificare il ritmo della nostra vita e trovarne uno nuovo in sintonia con l’ambiente che ci circonda.
L’attenzione dovrebbe guidare i nostri passi e togliere sempre più spazio alla paura. La politica del terrore è finita, adesso c’è una delega della responsabilità al singolo cittadino, un peso morale che non tutti sono in grado di sostenere e che le persone rischiano di fraintendere, come vediamo dai comportamenti contrastanti di chi non esce dalla sua capanna-prigione e di chi se ne frega e vaga come se nulla fosse accaduto.
Navigheremo tra RESPONSABILITÀ, perché ci sono tante persone responsabili e rispettose, SUPERFICIALITÀ di chi non ha capito – o ha capito tutto – chissà, sarà solo il tempo a darci le risposte e TIMORE di ciò che sarà, perché in tanti non hanno ancora compreso che la prima ondata è finita, ma adesso ci troviamo ad affrontare quella più lunga e silentemente invasiva dei problemi psichici, economici e sociali.
Ne abbiamo parlato con la dott.ssa Maura Manca, psicoterapeuta e presidente dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza, il 25 maggio 2020 a Patriae, su Rai 2, insieme ad Annalisa Bruchi, Alessandro Giuli e Aldo Cazzullo.
Per guardate l’intervento cliccare sul link a partire dal minuto 01.04.37:
https://www.raiplay.it/video/2020/05/patriae-ef4145d9-cdcf-4c6e-a81c-8cb307cb0cac.html


