Gruppi nelle chat o sui social che inneggiano alla violenza e all’odio purtroppo nascono come funghi.
Ha colpito tutti la chat denominata da diversi ragazzini, molti dei quali minorenni, “The Shoah party”. Su WhatsApp hanno creato il gruppo in cui condividevano contenuti atroci e violenti, giravano video pedopornografici, insulti razziali, slogan inneggianti a Hitler, all’Isis, prese in giro nei confronti di bambini e disabili.
La chat dell’orrore è uscita allo scoperto dopo che una mamma, visionando questo materiale sullo smartphone del figlio, ha denunciato tutto ai Carabinieri.
I genitori dei ragazzi coinvolti sono rimasti basiti, eppure, i minorenni coinvolti, sotto i loro occhi, si scambiano atrocità e esaltavano odio e violenza.
Come si può arrivare a tutto questo? Come devono comportarsi i genitori? Devono controllare gli smartphone dei loro figli? Cosa rischiano loro e le loro famiglie?
La dott.ssa Maura Manca, psicoterapeuta e presidente dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza, ne ha parlato il 18 ottobre 2019 su Radio 24 a Uno, nessuno, 100Milan con Alessandro Milan.
Ascolta l’intervento a partire dal minuto 11.10:


