Come comportarsi e cosa fare se il bullo è proprio nostro figlio? In un articolo pubblicato su La Stampa.it lo spiega Maura Manca, presidente dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza, la quale ha messo a punto un decalogo per genitori, pubblicato sul profilo Facebook della Polizia di Stato “Una vita da social”.
La psicoterapeuta redige un decalogo per riconoscere e gestire il bullo o il cyberbullo quando è nella propria famiglia. Partendo dal presupposto che un ragazzino prevaricatore difficilmente è qualcuno che si apre e parla con gli adulti. Anzi, generalmente, scrive Manca, tende a negare, a sminuire, a dire che si tratta di un gioco, a dare la colpa agli altri, affermando di essere stato provocato. E’ un ragazzo o una ragazza che spesso non riconosce la gravità delle sue azioni. Non vede il punto di vista altrui. Ecco che il genitore, afferma Manca, non deve mai basarsi solo sui racconti superficiali del figlio: è importante andare in fondo alle situazioni e non limitarsi alle apparenze. Può far paura rendersi conto che il proprio figlio è un bullo, ma non è negando che lo si aiuta. Non bisogna in nessun caso giustificare i comportamenti aggressivi, deresponsabilizzare, dare la colpa agli altri. In questo modo si rinforzano le sue condotte. E addirittura si rischia di farlo sentire onnipotente, al di sopra di tutto…………
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