Il 20% degli adolescenti si ferisce con una lametta, in 7 casi su 10 si tratta di ragazze. Si chiama “cutting” ed è un fenomeno più diffuso del cyberbullismo, eppure se ne parla troppo poco.
La prima volta che Sara si è tagliata le braccia con le lamette aveva 16 anni ed era furiosa a causa di un litigio con sua madre. «Era come se mi sentissi esplodere per la rabbia» ricorda. «A un certo punto, presa dall’ira, ho rotto un quadro ferendomi con un pezzo di vetro. Mentre il sangue scorreva, mi calmavo, mi sentivo sollevata. Da allora tagliarmi è diventata una sorta di dipendenza: l’ho fatto per 10 anni, dopo le discussioni in casa o quando le mie compagne di scuola mi prendevano in giro. In quei momenti mi sentivo soffocare: tagliarmi significava aprire una finestra e respirare».
Quanto è frequente l’autolesionismo? Quali sono le cause e cosa spinge i ragazzi a tagliarsi? Come riconoscere i segnali e in che modo uscirne? La dott.ssa Maura Manca, Direttore di AdoleScienza.it e Presidente Osservatorio Nazionale Adolescenza, ne ha parlato su Donna Moderna in un bellissimo articolo di Simonetta Palmucci, approfondendo queste delicate tematiche, perchè dietro ogni taglio c’è un mondo sommerso di dolore e sofferenza.
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