Assistere un familiare in coma ha sicuramente ripercussioni psicologiche importanti. Si tratta di una situazione che ha un forte impatto non solo sulla persona malata, ma anche su chi gli sta accanto e su tutto il contesto familiare.
Occuparsi dell’assistenza di chi è in stato comatoso, significa fare i conti con una perdita da elaborare: si perde difatti la reciprocità della relazione, non possiamo più rapportarci a quella persona come facevamo prima, quindi, bisogna elaborare in qualche modo un lutto.
Quando c’è un legame con la persona in coma, si fa fatica ad accettare quella situazione e ci si aggancia in tutti i modi alla speranza che ci possa essere un cambiamento di quello stato.
Qual è la condizione psicologica di chi assiste una persona in coma? Perché di fronte ad una situazione di coma irreversibile, non ci si rassegna? E’ possibile rifarsi una vita dopo un’esperienza del genere?
La dott.ssa Maura Manca, psicoterapeuta e presidente dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza, ne ha parlato in un servizio di Giulia Lea Giorgi il 12 gennaio 2021, su Canale 5, allo sportello di Forum.
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