Sono stati tanti i mesi di incertezza per gli studenti, soprattutto delle scuole superiori, che a causa della pandemia continuano a vivere l’alternarsi di momenti di lezioni in presenza con momenti di didattica a distanza (DAD).
E’ bene sottolineare che, pur nella distanza, la scuola resta comunque un momento in cui studenti e insegnanti si ritrovano: bisogna, dunque, stabilire una nuova normalità senza mai dimenticare che la scuola non è solo apprendimento, ma anche e soprattutto relazione e possibilità di mantenere dei rapporti, nonostante le difficoltà.
E’ bufera in Italia sul caso della ragazza di un liceo di Verona: la professoressa di tedesco le fa le domande, la studentessa risponde bene ed è proprio questo che insospettisce l’insegnante. Crede che stia sbirciando gli appunti o le pagine del libro e le dice di bendarsi gli occhi. Qualcuno dei compagni scatta la foto che fa il giro del web e solleva molte polemiche. L’ufficio scolastico regionale avvia un accertamento. Purtroppo non si tratta di un episodio isolato.
Non è un momento facile per insegnanti e alunni, ma proprio perché siamo anche in emergenza formativa e psicologica, dobbiamo evitare di creare ulteriori distanze e di usare metodi che rispondono al detto “a mali estremi, estremi rimedi”.
Non possiamo creare un muro, c’è bisogno di cambiare le modalità di insegnamento e farle diventare più interattive e più coinvolgenti.
Di tutto questo si è parlato il 12 aprile 2021, al Tg3 delle 19.00 in un servizio di Cristiana Palazzoni, con la dott.ssa Maura Manca, psicoterapeuta e presidente dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza, in un approfondimento sui padri che hanno i figli in tarda età.
A cosa serve questo atteggiamento? Che impatto ha sui ragazzi?
Per guardare il servizio, cliccare sul link, dal minuto 24.35:


