Più concentrati, più attenti, con migliori risultati scolastici e una maggiore capacità di autocontrollo: questa la fotografia che descrive, secondo le neuroscienze, i benefici ottenuti da bambini e ragazzi che praticano regolarmente sport e attività fisica. Ma non solo: sono numerosi anche gli effetti positivi su senso di cooperazione, rispetto dei ruoli, senso di responsabilità e sul benessere psicofisico, grazie ad un aumento di autostima e senso di autoefficacia.
L’attività fisica fa bene al cervello e all’apprendimento!
Esiste una relazione positiva tra l’attività fisica e il funzionamento cognitivo in bambini e adolescenti, con effetti importanti sul comportamento e sul rendimento scolastico.
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Come è possibile tutto questo? Si registra un aumento dell’afflusso di sangue al cervello e un aumento del volume dell’ippocampo, la zona del cervello associata alla memoria e all’apprendimento.
Nel cervello umano, d’altra parte, movimento e capacità cognitive sono strettamente collegati.
La corteccia motoria è coinvolta nei processi di pianificazione, controllo ed esecuzione dei movimenti volontari del corpo. Un’altra area molto importante è il cervelletto, che controlla l’equilibrio, il movimento e la coordinazione.
In termini di rendimento scolastico, una recente ricerca condotta in Spagna (Real-Pérez et al., 2022) ha ulteriormente evidenziato come gli studenti che praticano sport e attività fisica raggiungano risultati migliori in diverse discipline come letteratura, matematica, scienze naturali, lingua straniera ed educazione fisica, riportando nel complesso una media accademica più alta rispetto agli studenti che non praticano sport.
Inoltre, la capacità di autocontrollo e il senso di autodisciplina, che solitamente si acquisiscono grazie alla pratica sportiva, si riflettono sia nella maggiore attenzione che gli studenti riescono ad avere quando si trovano in classe, che nello svolgimento dei compiti a casa.
Cosa accade in adolescenza?
L’adolescenza rappresenta un periodo molto delicato della crescita in cui i fattori legati allo stile di vita, come l’attività fisica, possono avere effetti profondi e duraturi sullo sviluppo e sulle abitudini di vita che si adotteranno anche in futuro. Eppure, molto spesso, è proprio in adolescenza che si verifica il maggior drop-out, ossia l’abbandono della pratica sportiva, con un conseguente aumento della sedentarietà.
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Durante questa fase si verificano cambiamenti significativi dello sviluppo nelle regioni del cervello associate alle funzioni cognitive di ordine superiore, come risoluzione dei problemi, attenzione sostenuta, memoria di lavoro, capacità di controllo. Questi cambiamenti continuano lungo tutto l’arco dell’adolescenza. In particolare, si verificano sostanziali aumenti della densità di sostanza bianca in tutto il cervello, che supporta i processi di acquisizione e immagazzinamento delle informazioni, coinvolti proprio nell’apprendimento.
Impegnarsi in una regolare attività fisica migliora la formazione e l’estensione di nuovi vasi sanguigni nel cervello ed influenza anche positivamente la produzione di una particolare proteina, associata ai cambiamenti nell’apprendimento, nella memoria, nell’umore e nell’ansia.
È importante educare i figli all’adozione di stili di vita sani e stimolare l’interesse verso il movimento e lo sport, fin da quando sono piccoli. Le attività sportive e ricreative devono essere pensate per il loro benessere, per aiutarli anche a mettersi in gioco e sperimentare, non devono rappresentare ovviamente uno stress o un sovraccarico.
Nonostante in alcuni periodi specifici, anche a causa dei cambiamenti fisici ed emotivi che i ragazzi attraversano oppure del maggior carico di studio, possa essere più faticoso dedicare tempo alla pratica sportiva, è importante aiutarli a mantenere un equilibrio e non abbandonare mai esercizio e attività fisica. Ne beneficerà il loro benessere, il loro cervello e anche lo studio stesso!
di Chiara Antonini e Francesca Sangineto
Riferimenti Bibliografici
Fenesi B., Graham J. D., Crichton M., Ogrodnik M., Skinner J. (2022). Physical Activity in High School Classrooms: A Promising Avenue for Future Research. International Journal of Environmental Research and Public Health, 19:688.
Real-Pérez M., Gavala-González J., Silva M. A., Fernández-García J. C. (2022). “Cognition, Intelligence and Movement”: Extracurricular Physical Activity as a Promoter of Intelligence in Schoolchildren. Sustainability, 14:4061.


