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Con la ripresa della scuola, uno degli incubi di tutti i genitori è riuscire a svegliare i figli la mattina.

I ragazzi fanno sempre storie per svegliarsi e uscire di casa: la sera sembra che abbiano energie da vendere, ascoltano la musica, giocano, chattano con gli amici, guardano le serie tv, mentre la mattina non ne vogliono sapere di alzarsi dal letto. C’è chi posticipa la sveglia più e più volte, chi non la sente proprio e chi ignora completamente i genitori che tentano di svegliarlo.

“Neanche con le cannonate si sveglia!”, “Devo urlare più volte prima di buttarlo giù dal letto!”, “Ogni mattina si sveglia all’ultimo e poi deve fare le corse!”, “Certo che non si vuole svegliare, va sempre a letto tardi la sera!”, “Non si responsabilizza mai, non gliene frega niente di fare sempre tardi a scuola?!”

Perché per i ragazzi è così difficile svegliarsi la mattina? La risposta è nel cervello!

Non si tratta solo di opposizione e mancanza di responsabilità: la loro incapacità di svegliarsi è legata ai cambiamenti ormonali e alla conseguente alterazione del ritmo circadiano.

Nella pubertà l’organismo rilascia sempre più tardi la melatonina, un ormone che nelle ore serali viene prodotto dall’epifisi, una ghiandola posta alla base del cervello. La melatonina ha la funzione di indurre sonnolenza e regolare il ciclo sonno-veglia.

Nei giovani, quindi, la sera il sistema del sonno non si attiva ancora e la conseguenza è che non riescono ad addormentarsi fino a tardi, anche se il loro organismo, a causa delle trasformazioni fisiche dovute alla crescita, avrebbe bisogno di più ore di riposo. Gli adolescenti così si ritrovano a stare con gli occhi sbarrati fino a mezzanotte e poi al mattino riescono a malapena ad aprirli, perché il sonno risulta insufficiente, considerato che avrebbero in realtà bisogno di dormire circa nove, nove ore e mezza.

Sicuramente anche l’utilizzo della tecnologia nelle ore serali non aiuta, si verifica una iper-stimolazione, si resta svegli più a lungo e si tende, come in un circolo vizioso, a controllare più frequentemente smartphone, social e chat, a scapito della qualità e quantità del riposo.

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“Quando il giorno dopo devo andare a scuola e so che devo svegliarmi presto, ci provo a non fare tardi la sera ma non sempre ci riesco. La mattina sento la sveglia ed è come un incubo. Mi sembra di essermi addormentata da pochissimo tempo. Che poi io sono una dormigliona, eppure la sera non ho mai sonno. Mi sento piena di energia, potrei fare qualsiasi cosa, tranne che dormire. Mi metto a leggere, chatto con le mie amiche, mi vedo Netflix e il tempo passa… Mia madre pensa che lo faccio apposta, che non penso alla scuola, invece non mi si chiudono proprio gli occhi. Anche i miei compagni fanno così e la mattina siamo tipo degli zombi.” 

Insomma, per gli adolescenti è davvero dura riuscire a regolarizzare il loro ciclo sonno-veglia. Bisogna innanzitutto fargli capire che da genitori comprendete la loro difficoltà ma spiegargli anche che questa tendenza a dormire poco, seppur dovuta ad un fattore fisiologico, non fa bene alla loro salute.

E’ importante, dunque, aiutarli a sviluppare un’autoregolazione, perché se non imparano a prepararsi autonomamente, avranno bisogno sempre di qualcuno o di qualcosa che regoli dall’esterno le loro abitudini.

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di Chiara Antonini, Francesca Sangineto e Valentina Di Rago

Riferimenti bibliografici

Crone E. (2015). Nella testa degli adolescenti. I nostri ragazzi spiegati attraverso lo studio del loro cervello. Feltrinelli Editore.