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Sono tantissimi i bambini e i ragazzi che si appassionano ai videogiochi e restano incollati davanti agli schermi di pc, console, tablet e smartphone, fino ad arrivare a giocare anche diverse ore consecutive. Le ore trascorse “appiccicati” ai giochi online, riprendendo le parole dei tantissimi genitori, sono oggetto di preoccupazione e spesso di conflitti.

Giocare in maniera adeguata, però, scegliendo videogiochi adatti all’età, può favorire lo sviluppo o il mantenimento di tutta una serie di abilità cognitive. Sono tantissimi, inoltre, i videogiochi che consentono una modalità in multi-player permettendo ai ragazzi di giocare contemporaneamente con i loro amici e compagni, magari nella stessa squadra, anche quando non sono fisicamente vicini.

Questi aspetti possono favorire la socializzazione, la cooperazione e il rispetto degli spazi, delle regole e dei tempi dell’altro, aiutando anche a gestire le frustrazioni e affrontare le sconfitte.

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I videogiochi non fanno poi così male, basta seguire alcuni semplici accorgimenti

L’utilizzo dei videogiochi di per sé non è sempre nocivo, anzi può attivare tutta una serie di capacità cognitive come il problem solving o risoluzione dei problemi, l’attenzione prolungata e…

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Dalla logica alle emozioni: gli aspetti positivi dei videogames

È stato dimostrato che giocare ai videogiochi può stimolare e migliorare diverse abilità cognitive: risoluzione dei problemi, capacità di passare in poco tempo da un’attività all’altra, velocità di elaborazione delle informazioni. Per tale ragione, possono essere utilizzati anche per scopi educativi e terapeutici.

Un impatto positivo coinvolge anche diversi tipi di attenzione: permettono, infatti, di sviluppare l’attenzione selettiva, ossia la capacità di selezionare informazioni rilevanti senza distrarsi, e l’attenzione sostenuta, ossia riuscire a concentrarsi su diversi stimoli per un periodo più prolungato.

Negli ultimi anni, inoltre, un numero crescente di studi ha messo in luce come alcuni videogiochi possano stimolare l’immaginazione e la creatività, così come quelli di azione possano avere un impatto positivo sulla capacità di coordinazione visuo- spaziale.

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L’uso dei videogiochi in ambito didattico e sociale

Altri aspetti positivi dei videogames sembrano legati all’apprendimento e alla didattica: infatti, è stato messo in evidenza come, a differenza di una metodologia più tradizionale, il videogame consente a chi gioca di fare esperienza diretta dei contenuti, purché siano adeguati all’età. Vi sono, ad esempio, una serie di videogiochi di genere strategico a tema storico che, in tempo reale, calano il giocatore in battaglie tra civiltà antiche e questo offre la possibilità di imparare la storia proprio attraverso il gioco stesso.


Il gioco può anche incrementare la capacità di prendere decisioni, favorire lo sviluppo dell’intelligenza emotiva o portare alla luce tematiche sensibili sulle quali poter dialogare insieme ai ragazzi. Il punto di forza dei videogiochi sarebbe, in ogni caso, quello di rendere ludico l’apprendimento, stimolando la motivazione e il coinvolgimento.


Non è il videogioco ad essere nocivo, ma l’uso che se ne fa!

La preoccupazione maggiore dei genitori è legata alla quantità di tempo che il figlio deve o può trascorrere al giorno con gli strumenti digitali. È indubbio che un utilizzo eccessivo possa influire sia a livello psichico che comportamentale, ma ciò che è più importante monitorare e analizzare sono i contenuti che i ragazzi visualizzano o con i quali interagiscono a livello interattivo.

Dobbiamo partire da un presupposto di base molto importante: non è lo strumento in sé ad essere nocivo, ma un suo inadeguato utilizzo.

Quando preoccuparsi? Il disagio si manifesta quando si verifica un abuso dei giochi elettronici, quando un loro utilizzo continuativo e sistematico prende il sopravvento, cioè condiziona la loro vita e tutte le loro attività quotidiane, andando anche a influire sulle relazioni. In queste situazioni, infatti, si arriva a vivere in funzione del gioco che diventa un bisogno e un’esigenza, tanto da star male quando non si può giocare.

 

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Ragazzi incollati ai videogiochi: perchè non si riesce a staccarli dallo schermo?

Molti genitori si ritrovano spesso a salire sul ring ogni volta che dicono ai loro figli di spegnere la console dei videogiochi per mettersi a fare i compiti, cenare o…

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Riferimenti bibliografici

Barone G. (2019). Videogiochi ed Emozioni in Bocci C (2019). Dentro il videogioco. Viaggio nella psicologia e nei suoi ambiti applicativi, p.221-235, Torino. Ananke Lab

Nuyens F. M., Kuss D. J., Lopez-Fernandez O., Griffiths M. D. (2019). The empirical analysis of non-problematic video gaming and cognitive skills: A systematic review. International Journal of Mental Health and Addiction, 17(2), 389-414.

Trisolini Daniela Carmen, Petilli Marco Alessandro, Daini Roberta (2018). Is action video gaming related to sustained attention of adolescents? Quarterly Journal of Experimental Psychology, 71(5), 1033-1039.