Il bullismo e il cyberbullismo coinvolgono sempre più bambini e adolescenti fin dalla tenera età, con esiti psicologici davvero devastanti.
È importante riflettere su quanto la maggior parte delle situazioni legate al bullismo e al cyberbullismo restino sommerse e non arrivino all’attenzione degli adulti di riferimento, sia perché le vittime tendono a non parlare del dolore che provano, sia perché molte volte si sottovaluta quanto sta accadendo. Molte volte gli episodi vengono definiti “bambinate” o “ragazzate”, senza considerare realmente la portata, la gravità e l’impatto profondo che tutto questo può avere, sia nel breve che nel lungo periodo, sulle vittime.
Inoltre, quando lavoriamo nelle classi su questi fenomeni, i ragazzi mostrano una grande sfiducia verso gli adulti. Molte volte, è capitato, che avessero avuto esperienze negative in passato:
“Alle medie, quando avevo detto alla mia prof che un mio compagno mi prendeva di mira, lei è andata direttamente da lui, peggiorando la situazione. Da quel momento sono diventata anche spiona e infame”
“A che serve parlare con gli insegnanti? Di solito banalizzano quello che dici, dicendo di ignorare certe prese in giro e che prima o poi smetteranno”
“Alcuni insegnanti non si rendono conto di quello che accade nella classe: molte volte sono stato ripreso oppure mi è stata data una nota perché ho reagito ai continui insulti che mi venivano detti. Non ne potevo più!”
“In questi casi quando chiedi aiuto agli adulti e non ti viene dato, hai una doppia frustrazione e la rabbia sale: oltre a essere il bersaglio della violenza gratuita dei tuoi compagni, non ti senti nemmeno capito da chi in qualche modo dovrebbe proteggerti”
Il caso
Ennesimo grave episodio di bullismo che per diverso tempo pare sia rimasto nascosto agli occhi degli adulti: questa volta è accaduto nella provincia di Milano e ha coinvolto uno studente di soli 13 anni, preso di mira dai compagni di scuola. Il ragazzo, vittima da diverso tempo di minacce, insulti e violenza fisica, è stato costretto anche a rubare soldi e gioielli a casa dei genitori per darli ai compagni che lo ricattavano. Da come emerge dai giornali, sembrerebbe che nessuno si sia reso conto di quanto stesse accadendo al ragazzo nonostante, secondo le indagini, tali episodi andassero avanti già da diverso tempo. Il ragazzo, a capo del gruppo di coetanei che ha agito le prevaricazioni nei confronti della vittima, è stato posto agli arresti domiciliari.
Il silenzio degli innocenti
Secondo i dati dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza, l’87% delle vittime di bullismo e cyberbullismo, dai 14 ai 19 anni, ovvero circa 9 su 10, non ha mai raccontato ciò che subisce a scuola agli insegnanti, esprimendo importante sfiducia nei confronti dell’istituzione scolastica come strumento efficace di tutela e di intervento. La situazione cambia leggermente per i ragazzi più piccoli, che esprimono un pochino più di fiducia, anche se i numeri restano comunque bassi, aprendosi con i docenti nel 20% dei casi.
Il problema, poi, è che spesso non riescono a raccontare quello che subiscono neanche in famiglia: infatti, il 74% delle vittime di bullismo e cyberbullismo, dai 14 ai 19 anni, non ne ha mai parlato con i genitori mentre, dagli 11 ai 14 anni, sono 6 su 10 i ragazzi che non riescono a parlarne a casa.
Tanti ragazzi non si aprono con gli adulti anche per paura delle conseguenze, di rimanere soli e di essere ancora di più presi di mira, mentre vorrebbero essere considerati e integrati all’interno del gruppo. Essere esclusi, emarginati e prevaricati in maniera così ingiusta è un dolore immenso per loro.
Questi ragazzi non sono solo vittime dei bulli, sono vittime di tanti e troppi silenzi, dell’omertà di quei compagni che sanno e non parlano, di tutti coloro che hanno gli strumenti per fronteggiare i bulli e non lo fanno. Non è solo la lotta contro il bullo, è una lotta contro il sistema! Siamo un paese civile, non si può intervenire a fatto compiuto e non si possono sempre fare anni e anni di lotte.
Cosa deve fare un genitore quando il figlio racconta che è vittima di bullismo ed è preso di mira dai coetanei?
Come prima cosa fondamentale bisogna tenere a mente e ricordarsi che per un ragazzo che viene prevaricato e preso di mira a scuola dai compagni è difficilissimo parlarne liberamente e…
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