Un libro per tutti, una storia coinvolgente che con grande delicatezza ci parla di bullismo e cyberbullismo, cogliendone tutte gli aspetti principali, diventando uno strumento utile e adatto soprattutto per i ragazzi, per parlare e riflettere insieme a loro su queste tematiche così complesse e sempre più diffuse.
Già a partire dalle prime pagine ci si immerge completamente nel mondo adolescenziale, dove tutto ruota intorto ad uno smartphone e a un app scaricata da Miriam, la protagonista del libro, dove all’interno ci scrive e digita le sue avventure quotidiane, stimolando numerosi spunti di riflessione: il valore dell’amicizia, gli amori, le paure, i desideri, il rapporto con i genitori, la scuola, le relazioni con i compagni di classe, e quanto a volte le parole e le prese in giro possano fare più male delle botte.
Per tale ragione Miriam, decide di difendere Aurora, la sua migliore amica, dagli attacchi continui e ripetuti da parte dei bulli della scuola, e di andare contro tutto e tutti, rivelandosi un’amica vera, leale e scoprendosi più forte e coraggiosa di quanto pensasse.
“Forse dovremmo essere più coraggiosi, e opporre la ragione dell’individuo alla stupidità del branco, smettendo di coprire le bravate di pochi con il nostro silenzio”
Questa frase è davvero emblematica, in quanto il problema più grosso del bullismo si nasconde proprio dietro l’OMERTA’ da parte del gruppo dei coetanei, che guarda in silenzio e non interviene, che condivide un’immagine o un video e ne alimenta la diffusione. Comportarsi in questo modo significa inevitabilmente essere dalla parte dei bulli, perché stai procurando altrettanto dolore, rinforzando e aggravando una situazione di per sé già pesante.
“… L’hanno presa un po’ di mira. Se sei timido, sei bravo a scuola e sei fuori dalle mode diventi il bersaglio ideale”
“Ci tirano dei cartocetti di carta masticati con una specie di cerbottana realizzata con la penna bic e ci ritroviamo i capelli pieni di pallini. Spesso ci siamo ritrovate il chewing gum spiaccicato fra le pagine del diario o un intero pacchetto di cracker sbriciolato dentro la borsa”
Essere vessati, presi in giro e isolati in maniera sistematica e intenzionale dai coetanei è un’esperienza devastante che può favorire l’insorgenza di molti disagi in diverse aree dello sviluppo e intaccare profondamente la propria autostima e il proprio valore personale. La scuola che dovrebbe rappresentare un luogo sicuro in cui imparare, crescere e divertirsi insieme agli altri, può trasformarsi in un incubo senza via d’uscita.
“Subire tutto questo ogni giorno non è bello, ti fa star male, ti rende la scuola un inferno, a volte però conviene non reagire, con la speranza che prima o poi le cattive abitudini possano passare”.
L’errore che fanno molti ragazzi, è pensare che sia una condizione transitoria, un gioco di cattivo gusto che avrà prima o poi una fine. Per questa ragione si trovano tante volte a confrontarsi con i genitori anche dopo molto tempo, mesi e, in tanti casi, anche anni, arrivando a parlare quando sono sull’orlo dell’esasperazione.
“L’amicizia non è solo empatia o condivisione ma anche prendersi cura dell’altro fino a rischiare l’incomprensione o lo scontro, svelando all’adulto più vicino o significativo, un genitore o l’insegnante, il disagio dell’altro. Il bullismo e il cyberbullismo ridicolizzano e ti avvolgono nelle loro spire fino a sfuggire di mano sia ai carnefici che alle vittime e quest’ultime si frantumano senza che gli adulti più vicini se ne possano accorgere prima che sia troppo tardi. La vera amica avverte e chiede aiuto…e se non mantiene il segreto è solo perché si prende cura…”
Questa è la vera amicizia, capire quando è il momento di intervenire, chiedere aiuto e mettere la parola fine a una situazione insostenibile.
Miriam e il suo racconto possono rappresentare un esempio positivo per tanti altri ragazzi che vivono schiacciati da queste problematiche, perché tirando fuori la voce e smettendola di far finta di niente, è possibile contrastare questo “mostro” che logora da dentro.


