TikTok è una delle applicazioni più scaricate da bambini e ragazzi, una piattaforma di video-sharing, prima chiamata musical.ly, che permette di registrare e condividere con gli altri utenti dei video molto brevi. Per i più piccoli può essere solo un gioco divertente, ma bisogna fare attenzione perché si tratta di un vero e proprio social network.
I filmati che vanno per la maggiore sono quelli in cui si canta in playback e si mimano, attraverso gesti e movimenti del corpo, le canzoni più popolari. Ultimamente, però, si creano video di tutti i tipi: sketch comici, balletti, challenge o sfide social tra gli utenti, mini-video che vanno a creare dei meme (contenuti divertenti che diventano virali), ecc.
TikTok: di che si tratta e perché piace così tanto?
La piattaforma fa impazzire bambini e ragazzi perché permette una navigazione piacevole, si basa su mini-clip divertenti, ha un sistema di montaggio video molto intuitivo e può essere ancora usato, a differenza di altri social, lontano dagli occhi indiscreti degli adulti che spesso non lo conoscono bene.
Ovviamente il fatto che i genitori non conoscano gli strumenti che danno in mano ai figli, li espone ancora di più a un rischio, in quanto sono completamente soli nell’utilizzo di questi dispositivi.
A cosa fare attenzione?
Come accade sugli altri social network, anche su TikTok molti bambini e ragazzi cercano di diventare famosi a tutti i costi, nel tentativo di esibirsi, per riuscire ad ottenere quanti più like e approvazioni.
TikTok ha anche una piattaforma associata chiamata Live.ly, su cui è possibile fare dirette video e dove i follower possono fare regali o inviare adesivi a pagamento ai loro tiktokers preferiti, in cambio di menzioni nei video o di duetti con loro, creati attraverso dei montaggi. Insomma ormai si è disposti a tutto pur di ricevere consensi sui social.
Non dobbiamo dimenticare che i ragazzi sono oggi sottoposti, fin da piccoli, alla pressione di modelli sociali che diffondono una precisa idea di bellezza legata al controllo dell’immagine e al bisogno di ottenere riconoscimenti virtuali per essere qualcuno.
TikTok non è un social per bambini
TikTok è una delle applicazioni più scaricate da bambini e ragazzi, ma non è un social per bambini, come purtroppo troppi genitori credono. È vero che visto da fuori, per i…
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Cosa aiutare i figli a usare TikTok tutelandosi dai rischi?
1. CONOSCERE PER PREVENIRE. È importante che i genitori conoscano opportunità e rischi dei social che utilizzano i figli, poiché sin da piccoli hanno bisogno di una guida che possa fungere da filtro rispetto ai contenuti che si incontrano in rete. È importante inoltre sapere che per registrarsi su TikTok bisogna avere 13 anni: più gli adulti sono a conoscenza di questi strumenti e ne parlano apertamente con i figli, anche delle regole di utilizzo (leggendo i termini di servizio), meno i figli tenderanno a nascondere le attività che svolgono online.
2. NON CONDIVIDERE INFO PRIVATE. Per attivare un account è importante non essere facilmente rintracciabili: è bene suggerire ai figli di utilizzare un nome di fantasia, disabilitare la geolocalizzazione e non far sapere dove abitano e il proprio numero di telefono. Spesso i ragazzi non si rendono conto che bisogna tutelarsi perché ci sono malintenzionati che cercano di adescare i minori in rete.
3. SCEGLIERE UNA PASSWORD SICURA E NON CONDIVIDERLA CON ALTRI. E’ importante aiutare i figli in fase di registrazione a scegliere una password sicura e difficile da indovinare. Inoltre, bisogna fargli capire che far conoscere la propria password, consente agli altri di rubare la loro identità: per questo è fondamentale evitare di condividerla anche con amici e fidanzati al fine di tutelare se stessi.
4. SI PERDE IL CONTROLLO DI CIO’ CHE SI PUBBLICA. È importante riflettere con i figli sul fatto che quando un filmato finisce in rete, se ne perde il controllo, può rimbalzare all’infinito tra i vari siti ed essere visualizzato potenzialmente da milioni di persone. Prima di pubblicare qualcosa, inoltre, bisogna pensare prima se quel contenuto può andare a ledere, anche in futuro, la propria reputazione o quella di persone vicine.
5. FILMARE I MINORI SENZA IL CONSENSO DEI GENITORI E’ VIETATO. È possibile fare dei video originali e divertenti, senza necessariamente riprendere il proprio volto o il volto di coetanei, specialmente se non hanno ancora compiuto 18 anni. Per filmare i minori e pubblicare il contenuto in rete servirebbe il consenso dei genitori: è una regola che serve a tutelare la loro immagine in rete.
6. MANTENERE APERTO IL DIALOGO. Puntare sulla comunicazione è fondamentale a partire da quando i figli sono piccoli, senza tabù, per parlare di ciò che possono incontrare in rete: un dialogo aperto consente di conoscere il loro pensiero, aiutandoli a sviluppare man mano una capacità critica. L’obiettivo è che i figli ne parlino con gli adulti così che, in caso di bisogno, i genitori possano intervenire nel modo giusto.


