Sono sempre di più gli adolescenti, soprattutto ragazze, che rischiano di essere adescati in rete da adulti malintenzionati, nascosti dietro false identità e falsi profili social, mascherati da coetanei. Nella maggior parte dei casi bambini e ragazzi si rendono conto di essere stati adescati solo dopo essere caduti nella rete. Troppo spesso si fa l’errore di sottovalutare il pericolo e pensare che si tratti di qualcosa di molto lontano, che non può accadere a noi e ai nostri figli.
Nell’articolo di Benedetta Sangirardi, pubblicato sul settimanale F del 2 febbraio 2021, l’estratto della storia di Roberta.
“Ho 16 anni, vivo a Roma, liceo e buoni voti. I pomeriggi sono più o meno tutti uguali. Con mia madre e la sua solita sinfonia. Sorridono poco i miei genitori, troppo presi dalle corse della vita. Spesso vengo coinvolta nelle loro discussioni, conflitti, minacce e scenate. Fa male tenere tutto dentro. Scrivo alla mia migliore amica Matilde, e vivo un po’ con la testa tra le nuvole aspettando che vibri il telefono. E’ il “mio” Ivan.
L’ho conosciuto tramite una app. Ho iniziato a raccontargli un po’ più di me e di ciò che sento, e lui mi capisce. Ha 17 anni ed è della provincia di Roma, non pensa solo al sesso, è dolce, premuroso, gli piace il modo in cui ragiono. Con lui mi sento in una bolla di felicità, gli confido le mie emozioni, le preoccupazioni e i dubbi esistenziali senza paura di essere giudicata, perché lui mi comprende. Soprattutto, mi ascolta. Finalmente ci vediamo virtualmente. Mi manda le sue foto, poche, io le mie, ogni giorno, prima vestita, poi in pigiama, in reggiseno. A seno scoperto.
Mamma e papà sono perplessi. Mi portano articoli di giornale, guardiamo insieme casi sul web: si chiama child grooming, cioè adescamento online da parte di un adulto che finge di essere un ragazzo. Grazie, ma non è certo il mio caso.
Quel giorno di metà marzo l’incontro tanto desiderato si trasforma nel momento peggiore della mia vita. Andiamo a denunciare il bastardo. Mi vergogno, ma i poliziotti sono gentili e pazienti. Alcuni di loro erano anche venuti a scuola per mettere in guardia noi ragazzi. Non li ho ascoltati. Pensavo: “Tanto a me non succederà mai”. Voi fatelo, e state attente. Ne sono uscita, con grande sforzo, anche con l’aiuto di una psicologa, e ho raccontato la mia storia in un libro”.

Leggimi nel pensiero, edito da Mondadori, è l’ultimo libro scritto da Maura Manca dove i protagonisti, sia vittime che aggressori, fanno capire cosa scatta nella loro mente e cosa vivono nel silenzio della loro quotidianità. E’ un libro che aiuta a capire l’importanza dell’ascolto, della presenza, del mettersi nei panni dell’altro senza giudizi e pregiudizi.
Leggimi nel pensiero. Un viaggio alla scoperta dei problemi dei nostri ragazzi. L’ultimo libro di Maura Manca
Un libro vero e concreto che troverete in tutte le librerie e nei negozi online, anche su Amazon, dal 6 ottobre 2020. Bullismo, depressione, autolesionismo, gelosia, adescamenti, violenza. Le derive…
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