In età molto precoci ormai, i ragazzini iniziano a venire in contatto con contenuti sessuali e con la pornografia, affidandosi al web per conoscere tutto ciò che riguarda la sessualità.
È inutile mettere la testa sotto la sabbia: la pornografia è diventata, con un semplice click, fruibile a tutti. Parliamo di un 24% di adolescenti che, a partire da un’età molto precoce, naviga in rete ed esplora siti pornografici per documentarsi sul sesso (Dati Osservatorio Nazionale Adolescenza).
Già in quinta elementare, capita spesso che i bambini abbiano visto almeno una volta dei filmati hard, complice il costante accesso alla rete, che permette di incontrare in modo precoce e potenzialmente illimitato la pornografia su web, tablet, pc e smartphone.
Spesso i genitori si sentono tranquilli nel momento in cui inseriscono, su smartphone e tablet dei figli, strumenti di filtraggio e blocco per proteggerli dal rischio di venire a contatto con materiale a sfondo sessuale, ma bisogna tenere bene a mente che tali strumenti non si rivelano sempre infallibili.
Un recente studio, condotto dall’Università di Oxford (https://www.oii.ox.ac.uk/news/releases/parental-controls-ineffective-at-preventing-teens-from-seeing-pornography-new-research-finds/), difatti, ha rivelato come questi sistemi non risultino particolarmente efficaci nel limitare l’accesso dei ragazzi alla pornografia: dall’indagine è emerso che il 99,5% delle esposizioni a contenuti sessualmente espliciti è avvenuta indipendentemente dall’utilizzo di tali strumenti.
Perché avviene? Innanzitutto può accadere che alcuni siti riescano a sviare le limitazioni oppure può succedere che i ragazzi riescano comunque a venire a contatto con immagini o video pornografici attraverso l’utilizzo dello smartphone di amici e compagni, aggirando in questo modo i blocchi.
Non si sta criticando l’uso di questi strumenti di prevenzione, che risultano comunque utili e danno una buona base di sicurezza, ma è fondamentale non delegare completamente la protezione a questi sistemi.
Perché è necessario parlarne con i figli?
Il fatto che i ragazzi possano visitare siti pornografici è del tutto comprensibile: il problema si pone nel momento in cui si consultano questi contenuti in maniera continuativa, sin da quando si è piccoli. Senza gli strumenti adeguati, infatti, possono essere portati a credere che i modelli di sessualità proposti dalla pornografia siano normali.
Bisogna innanzitutto preparare il terreno fertile per parlare con i figli, senza mostrare atteggiamenti giudicanti o eccessivo imbarazzo. Se vi mostrate tranquilli, trasmettete loro il messaggio che possono venire a parlare con voi se qualcosa li turba, li preoccupa o se hanno semplicemente domande e dubbi sulla sessualità.
È necessario puntare prima di tutto al dialogo, ad un’educazione alla sessualità e all’affettività, sin da quando sono piccoli, e al monitoraggio delle attività online del figli.


