La generazione dei cosiddetti nativi digitali è circondata e influenzata dalla tecnologia sin dalla nascita, essendo totalmente immersi e bombardati da stimoli multimediali; per tale ragione risulta fondamentale un’educazione digitale fin dai primissimi anni.
Bambini e ragazzi utilizzano per moltissime ore al giorno smartphone, tablet e pc, sfruttando al massimo le potenzialità di questi dispositivi ma anche, in alcuni casi, esponendosi a una serie di rischi legati all’iperconnessione.
Non si deve demonizzare la tecnologia, ma è importante stabilire delle regole ed educare bambini e ragazzi ad utilizzare nel modo più adeguato le risorse e le opportunità offerte dalla rete e dai social media.
Inoltre, quando pensiamo alla connessione ad Internet, non bisogna considerare solo lo smartphone, ma pensare al fatto che bambini e ragazzi utilizzano tutta una serie di dispositivi con i quali si connettono al web, come la Smart TV o le console dei videogiochi.
“Abbiamo spesso a che fare con figli cresciuti al guinzaglio, eppure liberi di navigare da soli in rete. Vengono iperprotetti, giustificati, inibiti nell’acquisizione dell’autonomia e poi esposti in rete a contenuti non adatti alla loro età: il problema della generazione dei nativi digitali non è lo smartphone in sé, ma l’incoerenza educativa” (Maura Manca)
Come possiamo aiutare i nostri figli ad usare le nuove tecnologie in modo responsabile e ad essere consapevoli dei rischi ad esse associati? Qual è l’età giusta per far utilizzare la tecnologia ai figli?
Ne abbiamo parlato con Francesca Luzzi, nella diretta del 8/2/2021 dal titolo “Bambini e ragazzi dis-connessi!” in un’intervista a Maura Manca, psicologa e psicoterapeuta, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza.
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