Troppi ragazzi si ritrovano in adolescenza a vivere un momento di crisi che spesso non sanno come affrontare. Magari litigano con gli amici, si lasciano con i fidanzati, hanno difficoltà scolastiche, lasciano lo sport: molte volte di fronte a queste problematiche, possono sembrare apatici, demoralizzati e privi di energie, spaventati dal doversi scontrare anche con condizioni di vita quotidiana.
L’adolescenza è di per sé un’età in cui si mettono in discussione le certezze della fase evolutiva precedente: tale aspetto porta ad un’insoddisfazione di se stessi, influenzando l’umore e il benessere psicologico. Il problema è che molte volte si pensa che certe problematiche siano lontane dai ragazzi e non si dà peso a tante reazioni e gesti che possono essere invece un segnale di disagio.
Tanti genitori, di fronte ad un figlio poco intraprendente e inibito, vanno in allarme, e per non vederlo sfiduciato di fronte alle situazioni, cercano in tutti i modi di spronarlo.
È importante però fare attenzione alle parole e alle azioni che si utilizzano perché hanno un grande impatto sui figli e, se si esagera, piuttosto che stimolarli, si rischia di schiacciarli ancora di più.
Come spronare i figli che stanno vivendo un momento di crisi?
1. OSSERVATE E ASCOLTATE. Per entrare in connessione con vostro figlio e aiutarlo, osservate i suoi gesti, come si muove e quello che dice, per cogliere il suo punto di vista, e soprattutto chiedetevi “Perché non riesce a reagire?”, “Come posso spronarlo?”. I ragazzi, anche se tendono a chiudersi, hanno bisogno di sentire che voi ci siete sempre per loro, che li capite e che siete in grado di sostenerli.
2. MANTENETE APERTO IL DIALOGO. Create un terreno fertile affinché vostro figlio si senta libero di aprirsi con i genitori, per capire le motivazioni che possono nascondersi dietro ad un atteggiamento di apatia. È vero che gli adolescenti parlano poco e, se lo fanno, tendono a liquidare la conversazione con risposte del tipo “Non mi va e basta”, ma bisogna andare oltre. Rispettate i loro tempi, ascoltate tutto quello che hanno da dire senza interruzioni e senza tempestarli di mille domande.
3. NON SMINUITE I SUOI VISSUTI. Dovete cercare di mettervi nei suoi panni per entrare in sintonia con lui. Se restate fermi nella posizione di adulti, rischiate di banalizzare le sue emozioni e le sue parole. Frasi come “Ma dai, che vuoi che sia!”, “Non mi sembra grave, si supera!” non spronano il figlio, piuttosto mettono un muro e non lo fanno sentire compreso: il più delle volte non sono alla ricerca di soluzioni, ma di una spalla su cui potersi sfogare.
4. NON SOSTITUITEVI. Uno degli errori che si commette spesso quando si vede il proprio figlio triste o demotivato è quello di allontanare la tristezza e aiutarlo a risolvere subito la situazione. Se lo proteggete troppo e gli spianate la strada, crescerà poggiandovi su di voi, senza mai sentire di poter contare su se stesso e senza sperimentare la propria auto-efficacia, “Io, ce l’ho fatta da solo, con le mie forze!”, aspetto fondamentale per credere e acquisire sicurezza in se stessi.
5. STIMOLATELI SENZA OPPRIMERLI. Sebbene sia normale incoraggiare un figlio a reagire di fronte ad una difficoltà, bisogna fare attenzione a non trasmettere, anche senza volerlo, il messaggio che ci si aspetta da lui un certo tipo di reazione. Se lo vedete bloccato, senza pretendere troppo, aiutatelo a mettersi in gioco partendo da piccoli obiettivi, così che gradualmente possa credere sempre più in se stesso.
6. RINFORZATE LE SUE RISORSE. Troppe volte, ci si concentra su ciò che non va, perdendo di vista le risorse del figlio: se in questo momento si sente demoralizzato, mettete in luce le sue potenzialità e spronatelo a mettersi in gioco. I momenti di crisi e difficoltà non devono essere vissuti come un ostacolo insormontabile, ma come un’opportunità e uno stimolo di crescita: si può cadere, ci si può far male ma non per questo bisogna arrendersi.
Bisogna accogliere la difficoltà del figlio e aiutarlo a prendere consapevolezza di ciò che sta attraversando cercando di fargli conquistare fiducia in se stesso. È importante poi trasmettere al figlio la speranza, la grinta e la determinazione per gestire tutte le variabili che un adolescente deve affrontare oggi.



