Chi non ha colpa subisce la pena più lunga e pesante da scontare. Mentre la cronaca spesso si ferma all’evento, con il mio lavoro ho toccato con mano tutto ciò che si consuma nel silenzio degli anni successivi.
I familiari e, soprattutto, i figli, sono privati per sempre di una madre e condannati a portare una ferita che il tempo non cancella.
I figli sono costretti a subire le conseguenze di un gesto che non dipende da loro per tutta la vita.
Quell’assenza che sono costretti a vivere, non è un vuoto statico, ma un macigno emotivo che influenza ogni tappa della loro crescita (un compleanno, un successo scolastico, il diventare genitori a propria volta).
Il crimine non finisce con l’atto violento. Per chi rimane è l’inizio di un’altra tragedia: la tragedia nella tragedia.
Il tempo non aggiusta le cose. Puoi imparare a convivere con le tue ferite e le tue cicatrici. Puoi trasformare il dolore in forza, ma mai cancellare quello che è accaduto perché noi siamo la somma di tutto ciò che viviamo.
È vero che abbiamo una potente capacità di adattarci e riadattarci ma ci sono degli eventi che segnano talmente nel profondo che rischiano di diventare parte integrante della nostra identità, trasformando per sempre il modo in cui guardiamo il mondo e noi stessi.
di Maura Manca
*La foto di copertina è stata generata con l’uso di intelligenza artificiale


