L’attività sportiva durante l’infanzia e l’adolescenza è estremamente importante sia da un punto di vista fisico che mentale.
Dove c’è movimento c’è vita, c’è attività mentale, apprendimento ed espressione di se stessi.
Attraverso la pratica sportiva bambini e ragazzi hanno la possibilità di mettersi alla prova sperimentando la propria autonomia, imparando a stare insieme agli altri e a collaborare per raggiungere obiettivi comuni. Ma non solo: lo sport permette di lavorare sulla disciplina mentale e acquisire strumenti per gestire al meglio i propri vissuti, stimolando anche il rilascio, da un punto di vista neurochimico, di sostanze che fanno bene al cervello.
In movimento sin dalla prima infanzia!
L’attività fisica comincia con l’attività motoria che il bambino fa in modo spontaneo con il gioco e che, in alcuni casi, soprattutto quando si svolge in gruppo e in spazi adeguati, rappresenta un’ottima forma di allenamento. Secondo l’Unità Operativa di Medicina dello Sport dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, i bambini hanno necessità di praticare attività fisico-motoria fin dall’età di 3-4 anni, allo scopo di migliorare la coordinazione e acquisire competenze motorie. Correre, saltare, cambiare direzione improvvisamente, fare le capriole, lanciare un oggetto o prenderlo al volo sono ottimi esercizi per imparare a muovere il proprio corpo nello spazio.
Il movimento fisico e psichico devono essere parte integrante della nostra vita, in particolare di quella dei bambini e degli adolescenti, per tutti i benefici che apportano alla mente e al corpo.
Per favorire il benessere di bambini e adolescenti, è importante che tutti abbiano l’opportunità di praticare un’attività fisica che sia piacevole e adatta alle diverse età, capacità, attitudini e interessi.
Ed è importante muoversi regolarmente fin da piccoli perché, come evidenziano i dati del sistema di sorveglianza «HBSC Italia» (Health Behaviour in School-aged Children, coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità, aiuta i ragazzi a crescere in buona salute, avere uno sviluppo armonico e adeguato dal punto di vista fisico, mentale, cognitivo e relazionale.
Fare attività fisica non vuol dire solo praticare una specifica disciplina sportiva, ma significa anche cogliere ogni opportunità per fare movimento, possibilmente con attività divertenti e piacevoli.
Lo sport permette di lavorare sulla disciplina mentale e acquisire strumenti per gestire al meglio i propri vissuti. Inoltre, può avere effetti positivi anche sull’apprendimento, in quanto permette di sviluppare in modo più efficace alcune capacità cerebrali: bambini e ragazzi che praticano regolarmente sport hanno una maggiore velocità di elaborazione cognitiva e ciò sembra accadere per diverse ragioni, fra cui un aumento dell’afflusso di sangue al cervello, compresa l’area dove risiedono la capacità di apprendere, l’attenzione e la memoria.
Cosa accade in adolescenza? L’importanza dell’attività sportiva e del movimento per il cervello dei ragazzi
L’adolescenza rappresenta un periodo molto delicato della crescita in cui i fattori legati allo stile di vita, come l’attività fisica, possono avere effetti profondi e duraturi sullo sviluppo e sulle abitudini che si adotteranno anche in futuro. Eppure, molto spesso, è proprio in adolescenza che si verifica il maggior drop-out, ossia l’abbandono della pratica sportiva, con un conseguente aumento della sedentarietà.
Durante questa fase si verificano cambiamenti significativi dello sviluppo nelle regioni del cervello associate alle funzioni cognitive di ordine superiore, come risoluzione dei problemi, attenzione sostenuta, memoria di lavoro, capacità di controllo. Questi cambiamenti continuano lungo tutto l’arco dell’adolescenza. In particolare, si verificano sostanziali aumenti della densità di sostanza bianca in tutto il cervello, che supporta i processi di acquisizione e immagazzinamento delle informazioni, coinvolti nell’apprendimento.
Impegnarsi in una regolare attività fisica migliora la formazione e l’estensione di nuovi vasi sanguigni nel cervello ed influenza positivamente la produzione di una proteina associata ai cambiamenti nell’apprendimento, nella memoria, nell’umore e nell’ansia.
Il ruolo della famiglia: genitori più consapevoli, figli più motivati
L’influenza della famiglia su stili di vita, buone abitudini alimentari e attività fisica rappresenta una parte di un percorso educativo che si attiva sin dalla primissima infanzia. In famiglia, infatti, i bambini, attraverso il modello e lo stimolo dei genitori, possono apprendere uno stile di vita sano e attivo, necessario per lo sviluppo e il benessere fisico e psichico, oltre che base per accrescere le motivazioni che avvicinano nel tempo all’attività sportiva.
La famiglia svolge, quindi, un ruolo fondamentale nella promozione dell’attività fisica, ma anche nel mantenimento dell’impegno e nel proseguimento dell’attività sportiva.
di Francesca Sangineto



