Lo stress è una risposta fisiologica, positiva e funzionale alla nostra sopravvivenza. È una reazione che si attiva quando il nostro organismo deve rispondere agli eventi della vita. Bisogna immaginarlo come la tensione che deve sviluppare una molla prima di rilasciare la sua forza. Senza quella tensione, non svilupperebbe la sua energia e non si creerebbe il movimento.
La parola stress viene associata troppo spesso ad una condizione negativa e nociva, ma non è così. E’ la condizione fondamentale anche per performare ad alti livelli.
Quando lo stress diventa un problema?
Diventa stress negativo per il nostro corpo e la nostra mente quando è prolungato nel corso del tempo. Questo tipo di reazione è legata al modo con il quale valutiamo gli eventi, a come li interpretiamo, a come ce li raccontiamo e li raccontiamo al nostro cervello. Se perdura e si etichettano come stressanti situazioni che potrebbero non esserlo, i livelli di attivazione interna non si abbassano e la “macchina” si affatica.
L’allerta, funzionale alla nostra autotutela, diventa allarme.
Quante volte abbiamo pronunciato frasi come queste: “Sono stanco, non ce la faccio più?”. Perché è come avere un motore interno sempre acceso. Si vive una condizione in cui non si riesce mai a staccare.
Vi faccio ragionare su alcune parole che si utilizzano spesso quando sotto stress: “Ho bisogno di staccare la spina”, “Sento l’esigenza di spegnere il cervello”, “Ho bisogno di uno stop”, “Ho bisogno di fare una pausa”.
Fate l’esercizio di ascoltare voi stessi come se foste degli ascoltatori esterni. È di grande aiuto per capire che anche noi possiamo fare tanto per riequilibrare il nostro stato interno.
I sintomi dello stress sono progressivi. Come possiamo riconoscerli?
Lo vediamo con manifestazioni a più livelli come: maggiore irritabilità, suscettibilità e sensibilità. Le nostre reazioni sono più amplificate. Diminuisce la qualità del sonno, e anche la quantità, si ha una maggiore tensione muscolare, si possono avere anche dei fastidi legati alla digestione. Tutto ciò che è intenso, prolungato e vicino grava direttamente su di noi e diventa pensante da digerire per il nostro intestino mentale che ha difficoltà a eliminare i residui tossici accumulati.
Cosa fare?
Con il NeuroMental Training è possibile sfruttare al massimo le potenzialità del nostro cervello trasformando la conoscenza in azioni concrete.
Ascolta questi due episodi del mio podcast :
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di Maura Manca


