“Bisognerebbe fare teatro nelle scuole, perché l’esercizio di mettersi nei panni degli altri ci può far diventare una società migliore” (Elio Germano)
Bisognerebbe fare diverse attività nelle scuole in grado di formare la persona anche da un punto di vista emotivo e relazionale, senza puntare esclusivamente sulle prestazioni, sullo studio a memoria e sui voti.
Il teatro, ad esempio, può favorire in bambini e ragazzi lo sviluppo di tante abilità e competenze tra cui la capacità di immedesimarsi nel vissuto di un’altra persona, provare a indossare i suoi panni e farli propri. Permette anche di confrontarsi con se stessi, con le proprie emozioni, con le proprie paure.
Si tratta di competenze che mancano oggi a tantissimi ragazzi, ma sono fondamentali per instaurare relazioni equilibrate e funzionali al proprio benessere.
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Musica e movimento per stimolare la vitalità e la crescita
Servirebbero anche la musica e l’attività motoria nelle scuole, fatte bene e con costanza. Gli effetti sul benessere di bambini e ragazzi sono molti e può beneficiarne anche il loro cervello: nei bambini che suonano musica, ad esempio, cambia la struttura cerebrale e la loro corteccia diventa più grande (Magsamen e Ross, 2023).
Si verifica, quindi, una vera e propria modificazione dei circuiti neurali in risposta ad attività come imparare una nuova canzone o un nuovo passo di danza oppure interpretare un personaggio sul palco.
Anche il ballo, dunque, sembra migliorare la salute mentale: anche solo 15 minuti di danza riducono lo stress e l’ansia poiché si tratta di attività che stimolano, nel nostro cervello, il rilascio dei cosiddetti ormoni del “benessere”, come endorfine, serotonina e dopamina.
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Attraverso la pratica sportiva, inoltre, bambini e ragazzi hanno la possibilità di mettersi alla prova sperimentando la propria autonomia, imparando a stare insieme agli altri e a collaborare per raggiungere obiettivi comuni.
Ma non solo: lo sport permette di lavorare sulla disciplina mentale e acquisire strumenti per gestire al meglio i propri vissuti, stimolando anche il rilascio, da un punto di vista neurochimico, di sostanze che fanno bene al cervello.
Per imparare a fare qualcosa, infine, serve esercizio costante e non bisogna mai dimenticare che alla base dell’apprendimento c’è l’errore. Solo lasciando liberi bambini e ragazzi di sbagliare e di apprendere dai propri errori, capiranno anche come fare l’analisi di un problema e come trovare strategie efficaci per affrontarlo.
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di Maura Manca
Riferimenti bibliografici
Magsamen S., Ross I. (2023). Your brain on art. How the arts transform us. Kathy Press. Paperback.


