Per gli adolescenti di oggi è normale fare amicizia online e interagire su social network e chat anche con chi non conoscono di persona. Tuttavia, la fiducia li porta a sottostimare i rischi che potrebbero incontrare.
Preadolescenti e adolescenti sono ormai immersi nella tecnologia, tutto è iperconnesso e interconnesso ed è possibile interagire con il mondo attraverso qualsiasi strumento connesso alla rete. La condivisione è diventata una delle modalità prevalenti con cui, soprattutto i più giovani, si relazionano sin da piccoli, tutto è mediato dalla tecnologia e lo smartphone è diventato una protesi della loro identità. Il problema, come sempre, non risiede negli strumenti ma nell’utilizzo che se ne fa.
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Perché gli adolescenti si fidano degli sconosciuti incontrati in rete?
Le ricerche scientifiche sul fenomeno (Chiu e Quayle, 2022) hanno messo in luce 4 meccanismi che portano i ragazzi a fidarsi più facilmente degli sconosciuti che conoscono online, instaurare con loro un rapporto di “amicizia”, accettare a un certo punto di incontrarli anche nella vita reale.
1. Non riescono a valutare correttamente i rischi che potrebbero incontrare
2. Pensano di avere un maggiore controllo su quanto accade in rete
3. Ricercano spesso online conferme e sicurezza
4. Fanno fatica a valutare le diverse situazioni da altri punti di vista
Nel web si verifica spesso una sottovalutazione del pericolo, le difese si abbassano, non c’è il contatto diretto e ci si sente in un certo senso più protetti.
Gli adolescenti, inoltre, utilizzano un tipo di pensiero definito iper-razionale. Secondo le neuroscienze ciò accade perché pensano in termini strettamente concreti, analizzano soltanto i dettagli di una situazione senza riuscire a valutarla nella sua interezza, perdono più facilmente di vista il contesto. Con questo tipo di pensiero, tendono a dare maggiore importanza ai vantaggi di un comportamento, piuttosto che ai suoi potenziali rischi o effetti negativi.
Ma perché gli adolescenti vivono il senso del rischio in modo diverso dagli adulti? Dobbiamo tenere conto che il loro cervello sta cambiando e non hanno ancora sviluppato pienamente la capacità di pensiero critico e di rifilessione. Un ruolo importante è ricoperto dal nucleus accumbens, definito come il centro della gratificazione del cervello: al suo interno viene prodotta una particolare sostanza, la dopamina, associata alle sensazioni di piacere. Inoltre, durante la fase adolescenziale non si è ancora sviluppata pienamente la corteccia prefrontale, ovvero quell’area del cervello deputata alle funzioni di controllo come prendere decisioni, valutare le conseguenze delle proprie azioni e bloccare i comportamenti inappropriati.
In assenza di meccanismi di controllo e con un sistema emotivo più attivo e sensibile, è più faticoso per i ragazzi valutare tutti gli aspetti di una situazione, i potenziali rischi e riflettere sulle conseguenze.
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Quali possono essere i rischi?
Sono sempre più numerosi i ragazzi che rischiano di essere adescati da adulti malintenzionati, nascosti dietro false identità e falsi profili, mascherati da coetanei. Nella maggior parte dei casi si rendono conto di essere stati adescati solo dopo essere caduti nella rete.
L’adescamento online può avvenire secondo svariati canali: social media, chat, gruppi privati, blog, videogiochi. Per queste ragioni, soprattutto i più piccoli, sono una popolazione ad altissimo rischio. Più sono piccoli, meno sono forniti di strumenti per fronteggiare gli adescatori.
Non hanno ancora raggiunto lo sviluppo emotivo e cognitivo tale per essere in grado di effettuare una valutazione critica del problema e quindi riconoscerlo nell’immediato. Nella maggior parte dei casi si rendono conto di essere stati adescati solo dopo essere caduti nella rete.
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Riferimenti bibliografici
Chiu J., Quayle E. (2022). Understanding online grooming: An interpretative phenomenological analysis of adolescents’ offline meetings with adult perpetrators. Child Abuse & Neglect, 128:105600.


