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“Fa le cose senza riflettere. Se solo si fermasse trenta secondi in più, se solo si chiedesse quali saranno le conseguenze di quello che sta per fare, sicuramente riuscirebbe a rendersi conto che potrebbe farlo in modo diverso!”

L’impulsività e la fatica degli adolescenti a valutare le conseguenze delle proprie azioni sono alcune delle caratteristiche di questa fase dello sviluppo che fanno sperimentare maggiore fatica a genitori e adulti in generale, che non riescono a comprendere perché si comportino in un certo modo anche quando, magari, è per loro evidente che non sia quello “più corretto”.

Ma perché gli adolescenti sono impulsivi e tendono ad agire prima ancora di aver pensato? Perché per loro è così faticoso, in alcuni momenti, fermarsi a riflettere? Le neuroscienze ci aiutano a comprendere cosa scatta nella loro testa e a trovare le risposte a queste domande.

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Comprendere cosa “passa nella testa” degli adolescenti è difficile, ma non impossibile: la scienza ci viene in aiuto!

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Prendere decisioni: la dopamina e la ricerca di gratificazioni

“L’altro giorno, lo so, ho fatto una cavolata. Avevamo l’ora buca e con altri due compagni ci siamo allontanati in corridoio fino ad arrivare alla palestra, che in quel momento era vuota. Uno di loro ci ha proposto di uscire dalla porta sul retro, che era aperta, e vedere se qualcuno se ne fosse accorto. Io lo sapevo che era una cavolata, dentro di me c’era una vocina che mi diceva di non farlo, ma loro erano già pronti e comunque ormai ci eravamo già allontanati dalla classe e ci saremmo beccati una nota, perché non provare?”

Gli adolescenti spesso non riescono a valutare correttamente le conseguenze delle proprie azioni oppure non riescono a prevedere adeguatamente tutte le possibili alternative di un comportamento. Secondo le neuroscienze, anche quando sono consapevoli di un potenziale rischio, il loro cervello subisce una spinta molto più forte verso la ricerca della gratificazione.

Nonostante possano anche conoscere i potenziali risvolti negativi, danno maggiore importanza a ciò che per loro, in quel momento, rappresenta un potenziale aspetto positivo: brivido, condivisione di un’esperienza, divertimento, possibilità di infrangere le regole. Tutto ciò deriva dai cambiamenti nella struttura e nel funzionamento del cervello che avvengono durante l’adolescenza.

In questa fase, infatti, sono molto più attivi quei circuiti cerebrali che utilizzano la dopamina, un neurotrasmettitore che spinge proprio verso la ricerca della gratificazioni e che rende i ragazzi molto più impulsivi, attratti da esperienze per loro elettrizzanti o fonte di maggiore eccitazione.

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Rischi e decisioni pericolose degli adolescenti: cosa scatta nel loro cervello?

I comportamenti rischiosi da sempre sembrano contraddistinguere l’adolescenza. In questa fase dello sviluppo, i ragazzi tendono a mettere in atto condotte che molti adulti non adotterebbero mai: vanno alla ricerca di…

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Come si manifesta nel cervello adolescente la ricerca del piacere?

Anzitutto, aumenta proprio l’impulsività, quindi la propensione ad agire senza fermarsi a riflettere e, dunque, senza avere il tempo di valutare delle possibili alternative. Bisogna però considerare che, sempre in questa fase, iniziano a svilupparsi anche delle specifiche fibre nervose nella parte superiore del cervello che permettono di integrare gradualmente impulso e azione, garantendo man mano un maggior controllo cognitivo.

“Quando gli adolescenti soppesano le diverse possibilità, l’ago della bilancia pende a favore del risultato positivo. I PRO pesano di gran lunga più dei contro, e alla fine si decide che il rischio vale la candela. Non basta dire che i teenager sono impulsivi. E neppure che è ‘tutta colpa degli ormoni’. Quando si verifica un’intensa attivazione dei circuiti della dopamina, è un po’ come avere un amplificatore regolato al massimo e ciò ci spinge a cercare gratificazione e appagamento” (Tratto dal libro La mente adolescente di Daniel J. Siegel)

Gli adolescenti, inoltre, utilizzano una tipo di pensiero definito iper-razionale. Secondo le neuroscienze ciò accade perché pensano in termini strettamente concreti, analizzano soltanto i dettagli di una situazione senza riuscire a valutarla nella sua interezza, perdono più facilmente di vista il contesto. Con questo tipo di pensiero e di meccanismi cerebrali, tendono a dare maggiore importanza ai vantaggi di un certo comportamento, piuttosto che ai suoi potenziali rischi o effetti negativi.

Non disperiamo, bisogna solo avere pazienza! Nel corso della crescita, si svilupperà gradualmente un pensiero globale, che permetterà di considerare il contesto e valutare le conseguenze di un’azione, prima di prendere una decisione. Fino a quel momento il ruolo del genitore sarà fondamentale nell’aiutarli a riflettere su ciò che vivono e ad ampliare il loro punto di vista.

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“Ma quanto dura?”: genitori alle prese con l’adolescenza dei figli

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