I sensi di colpa dopo aver mangiato creano solo uno stato di malessere e non risolvono il problema. Ci facciamo invadere dai sensi di colpa perché ci diamo la colpa di aver fatto qualcosa che non avremmo dovuto fare, perché abbiamo sgarrato e non abbiamo rispettato le regole auto imposte.
I sensi di colpa ci attivano uno stato di malessere e di pesantezza psichica che ci fa sentire come dei “falliti” perché non siamo riusciti ad essere costanti e non abbiamo rispettato le regole.
Questo stato interno ci porterà ad agire al contrario. Più ci autocommiseriamo, più ci lamentiamo, più ci incolpiamo, più si scatena una tempesta emotiva interna che ci induce a sfogarci sul cibo. Il cibo non è una valvola si sfogo, non ci possiamo consolare mangiando perché è solo un illusorio e temporaneo stato di benessere. Lo so sembra un comportamento stupido, ma noi facciamo tante cose stupide in preda alle nostre emozioni non gestite. Visto che ho sgarrato, allora sgarro ancora, e ancora, e allora sì che vado davvero a rovinare tutte le conquiste precedenti.
Basta con questo passare da un eccesso all’altro. Non succede niente se si sgarra una volta, o in vacanza, non è quel qualcosa in più che fa ingrassare o che rovina i nostri i piani. Basta che non sia una scusa quotidiana perché ciò che fa danno è la ripetitività, non l’occasionalità. Dopo uno sgarro si devono riprendere le redini della nostra alimentazione senza troppe lamentele o sensi di colpa perché un piano alimentare sano lo seguiamo per la nostra salute e per il nostro equilibrio psico-fisico, non per farci vedere dagli altri o sentirci più forti e sicuri nascosti dietro la nostra corazza estetica. Non farsi venire i sensi di colpa dopo uno sgarro permette prima di tutto di non buttare all’aria il piano alimentare che stiamo seguendo e poi di goderci ciò che abbiamo mangiato. Una volta che esageri e vai oltre, almeno goditelo, tanto indietro non puoi tornare. Sorridi e continua a mangiare regolarmente senza passare all’eccesso opposto perché vedo troppe persone che il giorno, o i giorni, a seguire, si “puniscono”, si deprivano di cibo e fanno attività fisica in eccesso nel tentativo di smaltire quello che hanno mangiato. Gli eccessi fanno male al nostro corpo e alla nostra mente. Non devono essere queste le spinte interne che ci portano a comportarci in uno specifico modo piuttosto che in un altro. Questo è il modo per star male e fallire nei propri intenti o subire le diete. Il cibo non è un nemico, il nostro valore non si misura in chili e noi non siamo i giudizi degli altri (e neanche i nostri che spesso sono i più severi). Il nostro stato interno non può essere governato dal cibo, la nostra autostima non può dipendere dal nostro lato estetico, è il contrario, siamo noi che gestiamo il cibo dei nostri stati interni.
Maura Manca


