Quando ero bambina mi piaceva guidare la barca. Mio papà mi insegnò a leggere la bussola e mi spiegò l’importanza dei punti di riferimento. Mi disse che era fondamentale che io avessi un punto di riferimento perché qualsiasi cosa fosse successa durante la navigazione sarei sempre riuscita ad arrivare a terra. Un’avaria, una tempesta, una qualsiasi avversità non mi avrebbe fatto perdere per la mia strada perché avevo un punto riferimento da seguire e avrei sempre saputo in che direzione andare.
Il punto di riferimento educativo, inteso come modello da seguire, come pietra miliare su cui poggiarsi o faro durante le tempeste emotive, è ciò che manca a tantissimi adolescenti.
Un punto di riferimento riesce a dare ai ragazzi quella stabilità che gli permette di esplorare anche nuove acque con la consapevolezza di avere sempre un porto sicuro nel quale potersi attraccare.
Anche quando scalpitano per diventare grandi e vi gridano che vi odiano o che non hanno più bisogno di voi, vi stanno dicendo il contrario, stanno sottolineando che è vero che vogliono provare ad andare da soli, ma che hanno anche una paura grandissima. Hanno bisogno della presenza di un genitore, di un pilastro nella loro mente a cui potersi aggrappare all’occorrenza, devono avere la consapevolezza della presenza emotiva, non solo di quella fisica. Esserci significa cogliere i segnali, essere attenti e presenti senza invadere lo spazio dell’altro.
Un figlio non può essere l’ombra di un genitore
Un adolescente ha bisogno di modelli, di buoni esempi, di qualcuno che gli illumini la strada senza camminargli davanti. Un figlio non può essere l’ombra di un genitore. Essere una guida significa insegnare, e per insegnare bisogna far fare, non si può vivere la vita dei figli, non si possono condurre nella strada che si reputa a tavolino più giusta per loro.
Una guida è una persona a cui è possibile dare fiducia. Per questa ragione un genitore non deve tradire mai la fiducia di un figlio.
Nel loro percorso di crescita è fondamentale renderli maturi, insegnargli a pensare in maniera autonoma, in modo critico, dargli gli strumenti e avere la forza di lasciarli andare e di lasciargli vivere la vita facendo le proprie scelte, anche quando si vorrebbero sempre vicini. Un genitore vorrebbe impedire a un figlio ogni tipo di sofferenza, vorrebbe spianargli la strada, vorrebbe dargli tutto ciò che non ha avuto. Ma un vero genitore sa che tutto questo non………………………………………………………………………………………………………………………………………………………….
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