Sono sempre più numerosi i casi di cronaca che vedono i bambini vittime di abusi e molestie e una domanda che molti genitori si pongono è come fare a mettere in guardia i propri figli da questi pericoli.
È un argomento che non si vorrebbe mai affrontare con i propri bambini e ragazzi, ma che preoccupa tante mamme e tanti papà che non sanno bene come comportarsi. Si tratta sicuramente di un tema delicato e, se da un lato i genitori hanno paura di spaventare i figli o impressionarli in qualche modo, dall’altro è forte il bisogno di proteggerli da questo tipo di violenze.
Non si deve necessariamente pensare agli abusi sessuali ma anche al rischio che siano esposti a immagini o filmati di natura sessuale e a tutte le forme di molestia che si possono attuare sia online che offline. Non bisogna certo diventare troppo apprensivi o trasmettere le proprie paure e ansie genitoriali, perché altrimenti piuttosto che tutelare i figli, si rischia di renderli ancora più insicuri e, quindi, vulnerabili.
Servono indicazioni chiare e semplici, utilizzando parole adeguate all’età, perché l’obiettivo deve essere quello di metterli nella condizione di proteggersi, di fidarsi di voi genitori e di se stessi.
Come fare? Ecco 5 consigli utili
1. NON BASTA DIRE “NON DAR RETTA AGLI SCONOSCIUTI”. Frasi come “non accettare l’amicizia online da chiunque”, “non fidarti di chi non conosci” non sono sufficienti perché purtroppo molte volte molestie e abusi avvengono proprio all’interno di contesti frequentati dal bambino, da parte di persone che in qualche modo vengono a contatto con lui (famiglia, scuola, sport, ecc.).
2. EDUCARLI AL RISPETTO DEL CORPO. Da quando sono bambini, bisogna fargli capire che il corpo ha un valore, va protetto, appartiene a loro e che nessuno ha il diritto di toccarlo senza il loro permesso. Anche per questo, i bambini non andrebbero forzati a baciare o ad abbracciare qualcuno, anche se è un familiare, se non se la sentono: è importante che capiscano che sono loro a decidere liberamente.
3. TRASMETTERE L’IMPORTANZA DELL’INTIMITÀ E DEI CONFINI. Devono conoscere, sin da quando sono piccoli, il corpo, la propria dimensione fisica e sessuale e sapere che le parti coperte dalla biancheria intima sono private, intime e quindi inviolabili. Proprio per questo sono poche le situazioni in cui qualcuno tocca il loro corpo: ad esempio, i genitori o i nonni per lavarli, il pediatra per visitarli, ma bisogna comunque incoraggiarli a dire “no” se ci sono delle situazioni che li mettono a disagio. L’intimità e i confini si insegnano anche in casa, attraverso la chiusura delle porte, quando si è ad esempio in bagno o ci si sta cambiando e il coprire appunto le parti intime.
4. FAR CAPIRE QUALI SONO I COMPORTAMENTI SOSPETTI. Una volta che i bambini acquisiscono i confini, riescono a capire meglio quando c’è qualcosa che non va. Se un adulto, senza alcun motivo, volesse violare il confine delle parti intime, per guardarle, toccarle o iniziasse a parlarne, anche se dice che è per gioco o scherzo, devono saper dire di no e venire da voi. I figli devono essere sicuri che possono fidarsi, che non vi arrabbiate, che non c’è nulla che non si possa raccontare ai genitori: spiegategli che se qualcuno gli dice di non parlarne con voi, di mantenere il segreto e cerca di spaventarli, a maggior ragione, devono confidarsi con voi e non aver paura a farlo.
5. MANTENERE SEMPRE IL DIALOGO APERTO, ANCHE SULLA SESSUALITÀ. Il mezzo più efficace per proteggere i figli è il dialogo e l’educazione sessuale e affettiva. Più da bambini sono stati abituati ad avere con voi una comunicazione aperta su tutto e una relazione basata sulla fiducia e sull’ascolto, più quando si troveranno a disagio o in difficoltà si apriranno con voi. Se crescono con il tabù del sesso, se ad ogni domanda li bloccate, saranno totalmente impreparati sia a cogliere i segnali di rischio sia a parlarne. Dovete assicurarvi che qualsiasi cosa accada, si sentano sicuri di poterlo affrontare con voi, senza vergognarsi o sentirsi in colpa.
Cosa fare se si hanno dei sospetti?
Non intervenite con giudizi affrettati basati su scarse informazioni e non abbiate reazioni esagerate, che portano i figli a chiudersi ancora di più in se stessi. Non fategli l’interrogatorio, ma assumete un atteggiamento rassicurante e accogliente perché solitamente tendono a tenersi tutto dentro. Bisogna sicuramente conoscere bene i segnali che possono far pensare ad un abuso.
https://www.adolescienza.it/sos/sos-genitori-adolescenti/allarme-pedofilia-quali-sono-gli-indicatori-per-scoprire-se-il-bambino-e-vittima-di-abusi-sessuali/
Ricordatevi l’importanza di trasmettere ai figli i valori legati al corpo, all’intimità e al rispetto di sé, per aiutarli a tutelarsi sempre anche nella crescita, di non accettare certe proposte e di comprendere che certi comportamenti sono frutto di violenza, fidandosi del loro istinto e dei loro genitori, che restano sempre i loro punti di riferimento.


