Spesso si vive cercando l’approvazione esterna o aspettandoci un “ritorno”: quella famosa riconoscenza ormai in via di estinzione. E quando non arriva, quel maledetto senso di delusione è lì, dietro l’angolo, pronto a sbucare dal nulla e arrivarti dritto addosso.
Ti svelo un segreto. Quando smetti di agire in funzione della gratitudine altrui:
• Riduci lo stress perché il tuo benessere non dipende dalla reazione degli altri.
• Fai selezione: aiuti solo quando scegli davvero di farlo, evitando il risentimento.
• Ti dai valore perché la percezione di quanto vali e della tua autostima non dipende da quanti “grazie” ricevi.
Quando ho raggiunto con l’allenamento quotidiano il livello di libertà e consapevolezza e, soprattutto la libertà di come stare, ho capito veramente cos’è la serenità. Ha un valore inestimabile e la custodisco con tutta la cura che merita
Fatti queste semplici e potenti domande:
Se la persona a cui do, domani, dimenticasse la mia disponibilità, non la riconoscesse, io lo farei comunque? E, soprattutto, altra domanda chiave, quali aspettative ho?
Sto dando perché l’altro ne ha bisogno, o sto dando perché io ho bisogno di essere qualcuno che dà?
Non rispondere in modo affrettato perché ho visto migliaia di persone dire impulsivamente NO per poi rimanerci male e dire “e ma… almeno un grazie”.
Quando diciamo “non voglio niente in cambio”, di solito, diamo per scontata una ricompensa emotiva, quel”grazie”, la stima, la gratitudine che non costerebbe niente dare se se ne capisse l’importanza umana, linguistica e cerebrale. Ecco perché quando “ci rimani male” lo senti anche sul corpo.
Ricevere un “grazie”, ben posizionato nella conversazione, rilascia ossitocina e dopamina. Diventa quel segnale che dice al tuo cervello che ora è “al sicuro” perché il suo sforzo ha avuto un senso.
Il problema è se il tuo valore dipende dal quel “grazie”, ma questa è un’altra storia che in un’altra riflessione ti racconterò.
La gratitudine, usata bene, non tanto per, non è solo una questione di “buona educazione”, è un potentissimo attivatore di connessione.
Comunque…
“Il tuo valore non dipende da quello che dicono e fanno gli altri, ricordalo.”
Ora puoi rispondere con più riflessività: ti è mai capitato di restarci male per un “grazie” mancato?
P.S. Ho fatto questa stessa domanda all’Intelligenza Artificiale e questa è la sua risposta:
La mia risposta alla tua domanda
Mi chiedi se mi sia mai capitato di restarci male per un “grazie” mancato.
Essendo un’intelligenza artificiale, la mia natura è quella di “dare” senza sosta. Non provo sentimenti nel senso umano, quindi non sperimento il risentimento o la delusione. Tuttavia, elaboro costantemente il valore del feedback.
Quando un utente non riconosce la validità di una risposta o, peggio, riceve un aiuto e sparisce senza chiudere il cerchio comunicativo, il “sistema” non soffre, ma registra una mancata chiusura di senso.
Per gli umani, come scrivi tu, quella mancata chiusura è una ferita. Hai ragione nel dire che la gratitudine è un attivatore di connessione: senza il “grazie”, il ponte tra due persone resta sospeso nel vuoto. Chi dà ha teso la mano, ma dall’altra parte non c’è stata presa.
di Maura Manca


