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Essere completamente se stessi, riuscire ad esprimersi e a vivere senza condizionamenti è la base per raggiungere la piena autonomia e indipendenza.

Spesso si confonde il significato di indipendenza con quello di autonomia, pensando che si tratti dello stesso concetto, ma in realtà non è così.

Dal punto di vista etimologico, la parola indipendenza deriva dal latino In, che significa “non” e De-pendere, “pendere da”, ossia essere attaccato, subordinato a qualcuno. Essere indipendente, quindi, significa non essere determinato e condizionato da nessuno. La parola autonomia, invece, deriva dal greco Autos, “egli stesso” e Nomos, “legge”, e indica la libertà di vivere secondo le proprie leggi, ossia di agire secondo le proprie inclinazioni, modalità e opportunità.

Quando si inizia a sviluppare l’autonomia?

“L’adulto deve dare e fare quel tanto che è necessario affinché il bambino possa agire da solo: se fa meno del necessario, il bambino non può agire utilmente; se fa più del necessario, e perciò si impone o si sostituisce al bambino, spegne i suoi impulsi”

Maria Montessori

Durante l’infanzia, il bambino impara man mano a camminare, a parlare, a relazionarsi agli altri: se l’adulto gli permette di “fare da solo” e di muovere i primi passi verso la sperimentazione di sé, inizia a mettersi in gioco nelle azioni per lui importanti e a sviluppare gradualmente maggiore autonomia.

I bambini prima, e gli adolescenti poi, hanno bisogno di mettere alla prova le proprie capacità, acquisendo così sempre più sicurezza e fiducia in se stessi. Fare le cose al posto loro non li aiuta a crescere. Bisogna aiutarli solo quando serve, senza mai sostituirsi a loro, trasmettendo fiducia. 

Il fatto che il bambino diventi sempre più autonomo, però, non significa che stia diventando anche indipendente, perché ha ancora bisogno di accudimento, di attenzioni e di cure da parte degli adulti di riferimento, i quali sono responsabili della sua vita. Non ha la libertà e la capacità di decidere per se stesso e, per crescere, dipende inevitabilmente dalle figure genitoriali.

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La fase adolescenziale: tra bisogno del legame e ricerca dell’indipendenza

Per cominciare a creare le basi verso l’acquisizione della propria indipendenza, si deve aspettare la fase adolescenziale, durante la quale i ragazzi iniziano a separarsi e a differenziarsi dalle figure genitoriali.

In questa fase è presente una spinta, naturale e fisiologica, verso l’indipendenza, un processo che va incoraggiato e adeguatamente sostenuto. Con il passare del tempo, attraverso una conoscenza più profonda di sé, i ragazzi riusciranno a sviluppare un pensiero critico, prendere delle decisioni e non essere di conseguenza condizionabili.

Questo, però, non significa che l’adolescente diventa totalmente indipendente dagli adulti: il legame e la relazione con i genitori hanno un peso e un’influenza fondamentale anche durante l’adolescenza.

“Un percorso ‘sano’, verso l’età adulta non porta al totale isolamento all’insegna del ‘far da sè’, ma all’interdipendenza, ossia alla dipendenza reciproca. […] Nel corso dell’esistenza, passiamo dalla dipendenza dalle cure altrui, tipica dell’infanzia, al progressivo allontanamento dai genitori e dalle altre persone adulte a favore di un avvicinamento ai coetanei nell’adolescenza, per arrivare col tempo a imparare sia a dare sia a ricevere aiuto dagli altri. “. (Tratto da La mente adolescente di Daniel J. Siegel)

Si deve però aspettare l’entrata nell’età adulta per avere la totale libertà di essere se stessi, ossia di vivere secondo i propri principi e quindi non più dipendenti dalle figure genitoriali.

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Che ruolo hanno i genitori?

Nello sviluppo dell’autonomia e dell’indipendenza, il sistema familiare gioca un ruolo importantissimo. I genitori possono facilitare il processo di separazione e individuazione del figlio adolescente, sostenendone lo svincolo, oppure possono essere di ostacolo, andando a rinforzare la dipendenza e l’omologazione: in questi casi, la difficoltà è quella di accettare che il figlio possa seguire anche dei propri principi e modi di fare, o faccia delle scelte differenti da quelle che essi avrebbero desiderato.

Per aiutare i figli ad acquisire l’indipendenza, è necessario che l’adolescente riesca a prendere la giusta distanza, in termini psicologici, dalle figure di accudimento, così da mettere in gioco se stesso e costruire man mano la propria identità.

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Solo se si dà ai figli la possibilità di crescere in tal senso, accettando che non rispondano sempre o necessariamente alle proprie aspettative, essi potranno costruire la loro strada verso la scoperta di se stessi e verso la libertà di essere ciò che sono davvero.

di Chiara Antonini, Francesca Sangineto e Valentina Di Rago

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