Le challenge o sfide social autolesive sembrano aver preso sempre più piede tra gli adolescenti. Una forma di attacco al corpo per mostrare il proprio coraggio a se stessi e agli altri, il tutto documentato dall’obiettivo di uno smartphone.
Con il termine challenge autolesive intendiamo tutte quelle sfide social che nascono in rete e che portano i ragazzi a procurarsi del dolore fisico e infliggersi delle ferite sulla pelle pur di partecipare e condividere online le proprie imprese.
L’aspetto più allarmante di queste catene, è proprio la rapidità con cui dilagano nel Web per effetto contagio, innescando condotte di imitazione degli altri, in cui ci si rinforza a vicenda.
Tanti giovani, inoltre, pur di apparire cercano la soluzione più originale per dimostrare il proprio coraggio, per essere riconosciuti dal popolo del web, per ottenere una maggiore approvazione social e viralità del video o del post.
Il problema è ciò che consegue alla sfida. I ragazzi, nella distorsione tipicamente adolescenziale della percezione del rischio, valutano solo il momento presente e non le possibili conseguenze, per cui il concetto di limite e di responsabilità viene meno. In più, l’effetto contagio e l’effetto viralità li portano a spingersi oltre ciò che fanno gli altri, a distinguersi e, quindi, a rischiare. Ogni volta viene superato sempre più il limite.
In che modo si diffondono queste chellenge in rete? Quali sono i rischi? Di cosa hanno bisogno questi ragazzi?
La dott.ssa Maura Manca, psicoterapeuta e presidente dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza, ne ha parlato il 26 marzo 2021, su Canale 5, allo sportello di Forum, con Barbara Palombelli.
Per vedere il suo intervento clicca sul link a partire dal minuto 17.39:
https://www.mediasetplay.mediaset.it/video/forum/venerdi-26-marzo-canale-5_F309987101012701


