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Sono tantissimi i bambini che, già a 7-8-9 anni, se non più piccoli, hanno profili con migliaia, a volte milioni, di utenti, tanto da diventare dei veri e propri influencer che condividono video e si espongono nelle vetrine social, anche con il sostegno dei propri genitori.

È un fenomeno che si sta diffondendo a macchia d’olio e sono sempre più numerosi i giovanissimi che vogliono fare le baby star, imitando i loro idoli con cui si identificano.

Si tratta di una generazione che vede nei social la possibilità di una scalata sociale, sognando la carriera facile, la fama e i guadagni, pensando ai like, alle visualizzazioni e alle condivisioni, spesso spinti anche dai genitori. 

Significa proiettare i piccoli in un mondo molto più grande di loro senza che abbiano gli strumenti, le competenze e lo sviluppo emotivo e cognitivo tale per comprendere realmente cosa stanno facendo, se è quello che veramente vogliono fare, visto che ha scelto qualcuno per loro.

Inoltre, in molti casi parliamo di un’adultizzazione e di una sessualizzazione precoce, di un uso sbagliato e distorto del corpo, in quanto un bambino non è minimamente in grado di capire il senso di ciò che sta facendo, oltretutto se consideriamo che sotto i 13 anni non potrebbero neanche avere profili personali.

Come considerare il fenomeno delle baby star? Quali sono i problemi che questi bambini possono riscontrare da un punto di vista emotivo, relazionale e psicologico?

Ne abbiamo parlato nella trasmissione Anni 20, su Rai 2, condotta da Francesca Parisella, il 25 marzo 2021 insieme alla dott.ssa Maura Manca, psicoterapeuta e presidente dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza.

Per guardare il suo intervento, cliccare sul link a partire dal minuto 01.13.56:

https://www.raiplay.it/video/2021/03/Anni-20-9c540445-d9e9-4cdc-b6f5-9e721a8fdca2.html