Quando si parla di squadra si fa riferimento a un gruppo di persone preposte allo stesso compito o riunite e coordinate per una funzione comune. Per essere una squadra, però, non basta vivere sotto lo stesso tetto: i membri devono essere in equilibrio e allineati tra loro.
Non ci può essere competizione interna o lo scarica barile: “io faccio”, “tu non fai”, “io, io, io”. Non ci deve essere rabbia o odio nei confronti dei vari membri o voglia di rivincita sull’altro. Una squadra serve per mettere dei buoni pilastri educativi.
Quando si può definire una famiglia come una squadra di successo?
Il successo di una squadra-famiglia è dettato dalla sinergia e dal funzionamento di tutti i membri. Non può gravare tutto su una persona, ci sarebbe uno squilibrio, a lungo andare si perderebbe di efficacia e si creerebbero dei malcontenti.
Dividersi i compiti significa riuscire a fare più cose con meno stress e riuscire a godersi anche del tempo per fare altro insieme. Anche un dovere può diventare più leggero se si cambia il punto di vista. Nel momento in cui dobbiamo fare qualcosa che non possiamo delegare a nessun altro, possiamo cercare delle modalità più leggere o comunque evitare di partire già affaticati mentalmente.
In una coppia, come in una squadra-famiglia è molto importante la COMPLICITÀ, soprattutto tra i due capisquadra. Per un figlio non c’è niente di più bello che vedere un padre e una madre complici, alleati, non due realtà individuali che vivono due vite parallele o secondo gli stereotipi classici del maschio che ha delle mansioni e la femmina delle altre.
Nella squadra è importantissimo il concetto di INSIEME e di fare CON. È fondamentale che i bambini siano educati fin dalla prima infanzia alla collaborazione e non al fatto che devono essere serviti e riveriti. Se si pretende che un figlio comprenda il rispetto, il valore di ciò che viene fatto per lui e i ruoli, deve passare il messaggio che un genitore è disponibile, non a disposizione.
Se non lo capiscono fin da quando sono piccoli, non lo capiranno neanche durante il periodo adolescenziale e cercare di inquadrarli quando sono grandi, diventa un’impresa veramente faticosa che rischia di trasformarsi in una lotta quasi quotidiana.
Per evitare di finire a fare un continuo braccio di ferro ed essere sempre in rincorsa, è importante mettere delle buone basi. La squadra-famiglia deve avere dei valori riconosciuti da tutti i membri, che diventano propri e permettono di differenziare ciò che è giusto da ciò che non lo è.
È possibile fare squadra anche con le famiglie di genitori separati…………………………………
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