In adolescenza il corpo assume per i ragazzi un ruolo centrale e può diventare anche un mezzo attraverso cui esprimere il proprio mondo interno. Può capitare, in questa fase, che i figli chiedano di fare un tatuaggio o un piercing. Come affrontare questa richiesta?
In una fase di crescita e di sperimentazione, in cui i ragazzi sono alla costante ricerca di se stessi, il corpo diventa un potente mezzo di comunicazione ed è frequente che gli adolescenti desiderino modificarlo attraverso l’utilizzo di tatuaggi e piercing.
Essi possono rappresentare, infatti, un modo per esprimere le dinamiche più profonde che stanno attraversando ed è importante che un genitore, di fronte a una richiesta di questo tipo, cerchi anzitutto di capire le motivazioni del figlio.
Cosa spinge i ragazzi a fare tatuaggi e piercing?
C’è chi lo fa per il bisogno di identificarsi e sentirsi parte di un gruppo e chi per il desiderio di ribellione nei confronti dei genitori e del mondo degli adulti, alla ricerca di una maggiore autonomia. C’è anche chi vuole esprimere se stesso e la propria individualità attraverso il copro o fissare per sempre un ricordo che diventa, in questo modo, anche un proprio segno distintivo.
Come reagire alla richiesta dei figli?
1. MOSTRATEVI APERTI E NON GIUDICANTI. Piuttosto che dire al figlio frasi del tipo “No, punto e basta”, “Sei impazzito? Come ti viene in niente?”, bisogna cercare di dialogare con lui, cercando di capire le sue esigenze e magari trovare un compromesso. È importante anche chiedersi che tipo di piercing o tatuaggio vuole farsi, in quale parte del corpo e se c’è qualcosa di realmente personale che il figlio sta cercando di comunicare.
2. SIATE SEMPRE PRONTI AD ASCOLTARLI. Un atteggiamento che non lascia spazio al loro punto di vista potrebbe essere controproducente, andando ad alimentare comportamenti trasgressivi e irresponsabili, come ricorrere di nascosto a pratiche fai-da-te o rivolgersi a qualche conoscente che accetta minorenni anche senza autorizzazione, con il rischio di incorrere in infezioni e danni alla propria salute.
3. PARLATENE INSIEME, STIMOLANDO UNA RIFLESSIONE. Spesso i ragazzi non pensano che si tratta di scelte che modificano il corpo in maniera più o meno definitiva, per cui bisogna aiutarli a riflettere anche su questo aspetto. Togliere un piercing può lasciare dei segni sulla pelle, tatuarsi un disegno o una scritta è qualcosa che resterà “per sempre” e cancellarli non è così semplice e immediato.
4. SPRONATELI A PRENDERSI IL TEMPO NECESSARIO PER DECIDERE. Può capitare che il desiderio dei ragazzi sia frutto dalla foga del momento: in adolescenza, infatti, si è focalizzati sul presente, non si riflette molto sulle conseguenze future e spesso ci si fa trascinare anche dal gruppo, rischiando poi di pentirsi. In questi casi può essere importante, dunque, spronarli a ragionare con la loro testa, prendendosi il tempo giusto per fare la scelta migliore.
La decisione finale di autorizzare o meno il figlio deve sempre passare attraverso un confronto, in cui l’adolescente può esprimere le sue motivazioni e il genitore può comprendere cosa si nasconde dietro alla sua richiesta. L’obiettivo è quello di mantenere un ruolo attivo e accompagnarlo nella scelta, senza innescare un braccio di ferro continuo e potenzialmente dannoso, col rischio che prenda da solo delle decisioni o lo faccia di nascosto, pur di andare contro il genitore.


