Arriva prima o poi il momento in cui il figlio, che stava sempre tra i piedi e con il quale si condivideva tutto, inizia ad alzare un muro e quella porta sempre chiusa della sua camera diventa per i genitori fonte di grande frustrazione.
È vero, quando i figli varcano la soglia dell’adolescenza, diventano più chiusi e silenziosi, si allontanano dai genitori e si rintanano nel loro mondo, comparendo molte volte solo al momento dei pasti o per qualche richiesta, paghetta o favore a mamma e a papà.
Bisogna comprendere che i ragazzi hanno bisogno di crearsi uno spazio privato dove per gli adulti c’è il “vietato entrare”: la cameretta assume un significato che va oltre il semplice posto per dormire, fare i compiti o rilassarsi. Per loro è una vera e propria tana, nella quale rifugiarsi, dove costruire una propria identità e cercare di affermare la propria autonomia. La stanza, infatti, rappresenta in termini proiettivi quello che hanno dentro, non a caso ciò che regna spesso è il disordine, espressione della fase di cambiamento che stanno vivendo.
La porta della camera inizia così a chiudersi e a lasciare fuori i genitori; aumenta negli adolescenti il bisogno di intimità e di prendere le distanze dagli adulti, i quali possono percepire tale chiusura come avversione nei loro confronti, preoccuparsi e andare in allarme.
Come reagire alla porta chiusa della camera dei figli?
4 consigli utili
1. SI AL CONTROLLO, NO ALL’INTRUSIVITA’.
Bisogna mantenere la calma, non reagire con invadenza perché la vostra ansia potrebbe scatenare in vostro figlio sensi di colpa inutili o rabbia perché non si sente rispettato nelle sue esigenze. Costringere i ragazzi a tenere la porta della stanza aperta o obbligandoli a parlare con voi, avrebbe solo l’effetto opposto, di farli sentire oppressi, non riconosciuti nei loro bisogni di crescita, portandoli a chiudersi ancora di più. Bussate alla porta e aspettate prima di entrare, in questo modo gli farete capire che comprendete il fatto che stiano crescendo e che rispettate la loro intimità.
2. MANTENETE UNA CONNESSIONE CON LORO.
È importante comprendere questo momento fisiologico e cercare di coltivare la relazione con ascolto e vicinanza emotiva, anche se la porta è chiusa, sfruttando i momenti di condivisione. Non dovete arrendervi o rimanerci male se si allontanano da voi, perché in quella stanza c’è un adolescente che, anche se sbatterà la porta lasciandovi fuori, ha comunque bisogno di voi. Dovete mantenere aperto il dialogo e il confronto, rispettando gli spazi dei ragazzi, ma allo stesso tempo far sentire loro il proprio interesse verso ciò che li riguarda. Non aspettatevi chissà quali risposte, ma un semplice “come stai?” li rassicura sul fatto che voi li pensate e che ci siete.
3. COMPRENDERE I BISOGNI, PUR METTENDO DEI PALETTI.
Comprendere il loro bisogno di essere riconosciuti, di essere visti nelle loro esigenze, di essere protetti, ma anche sostenuti verso un cammino di crescita, permette di creare vicinanza. Da qui si può partire per trovare il difficile equilibrio tra condivisione e rispetto degli spazi, senza essere invadenti o trasformarsi in amici, ma mantenendo il proprio ruolo di adulti. È necessario stabilire insieme ai figli dei limiti, decidendo i momenti che per voi è importante passare insieme, definendo gli orari, la condivisione dei pasti e dei momenti da ritagliarsi insieme, come anche occuparsi dei loro interessi.
4. SIATE ACUTI OSSERVATORI.
Non fate l’errore di pensare che, finché sono in camera non si mettono nei guai, perché navigano sul web e possono comunque esporsi e venire a contatto con i pericoli della rete. Cercate di mantenere un monitoraggio costante a debita distanza, suggerendo loro attività di svago che potrebbero fare con i loro amici o con voi, tenendo conto della loro età e dei loro interessi. Osservate anche se ci sono eventuali campanelli d’allarme, se restano troppo tempo chiusi in stanza, se ci sono cambiamenti nella loro routine quotidiana, nel loro umore o nei loro atteggiamenti.
Al di là del tempo che trascorrono in stanza, se iniziano a rifiutare le occasioni sociali, a trascurare amici, sport e scuola, sono tutti segnali che lasciano pensare ad una difficoltà o un disagio più profondo, che necessita di essere compreso e ascoltato!


