Le vacanze estive stanno per terminare e per molti ragazzi si avvicinano i temutissimi esami di riparazione di settembre: sono in preda a mille ansie e preoccupazioni e in attesa del responso finale per le materie da recuperare.
Se i ragazzi sono sotto stress e in tensione, anche i genitori spesso vanno in crisi, sono preoccupati e rischiano di generare nei figli stessi ancora più ansia. Bisogna però pensare che i figli stanno già facendo i conti con i propri vissuti, spesso si portano dietro emozioni negative, legate alla delusione per l’essere stati rimandati e al timore di non farcela, anche se poi non lo dimostrano apertamente e sembra che in apparenza non gli interessi nulla.
A volte non si sa davvero come comportarsi, perché sembra che come si fa si sbaglia, ma non bisogna dimenticare che, se anche i ragazzi sono in una fase di opposizione e distacco dai genitori, hanno ancora bisogno della loro guida e del loro sostegno, soprattutto in questi momenti.
Come comportarsi?
Ecco 5 consigli per i genitori
1. STOP A RAMANZINE E A COMMENTI NEGATIVI.
Basta assillarli sottolineando sempre le loro mancanze e quello che avrebbero potuto fare e non hanno fatto. Non si può tornare indietro, quel che è fatto è fatto, quindi, piuttosto che essere pessimisti e dire in continuazione frasi del tipo “non ti sei impegnato abbastanza”, “dovevi studiare di più”, è necessario concentrarsi sul presente. Ora è tempo di incoraggiarli e spronarli a dare il massimo perché, anche se non lo danno a vedere, sono preoccupati e in ansia e non hanno bisogno di ulteriori angosce o pensieri negativi.
2. NON METTETEGLI ULTERIORI PRESSIONI.
Ripetergli in continuazione “stai studiando?”, “guarda che manca poco!” non farà altro che appesantirli ulteriormente e otterrete l’effetto opposto. Non cercate di sindacare su tutto quello che fanno e sul modo che hanno di ripassare: è inutile imporgli il vostro metodo, perché non è detto che vada bene per loro. Cercate piuttosto di settarvi su vostro figlio e sulle sue esigenze, evitando anche di fare paragoni con gli altri compagni o conoscenti, sostenendo la sua autonomia, rispettando i suoi spazi e i suoi tempi, dandogli fiducia e aiutandolo quando lo richiede.
3. DOVETE ESSERE DEI MOTIVATORI.
Hanno davvero tanto bisogno di sentire che fate il tifo per loro, che siete dalla loro parte e che gli date fiducia. Molte volte tendono ad abbattersi o temono il fallimento e dovete essere per loro una sorta di coach, standogli accanto e motivandoli anche di fronte alle fatiche e alle difficoltà che spesso non sanno come gestire. Cercate di porvi in maniera accogliente, chiedendogli ad esempio come stanno, se sono riusciti a studiare, facendogli capire che voi siete interessati alla loro persona e a come si sentono, a prescindere dai voti e dalle prestazioni.
4. ASSORBITE E CONTENETE TUTTE LE LORO ANSIE.
E’ importante che mettiate da parte le vostre preoccupazioni per evitare di trasmetterle ai figli, concentrandovi soltanto su di loro e su come si sentono. Dovete essere dei “contenitori” solidi, in grado di accogliere tutte le loro emozioni, fateli parlare e sfogare: tante volte non vogliono risposte, ma solo essere ascoltati e compresi, senza troppi consigli o soluzioni immediate. Sapere che i genitori ci sono, che comprendono i loro stati d’animo e che possono tirar fuori le loro paure, li tranquillizza e gli permetterà di affrontare gli esami in modo più sereno.
5. SIATE COMPLICI E NON GIUDICI.
In queste situazioni, hanno bisogno di qualche attenzione in più, quindi ritagliatevi degli spazi per stare con loro, confrontarvi, parlare di come sta andando lo studio, di come stanno, ma non in modo inquisitorio. Aiutateli magari negli aspetti più concreti dell’organizzazione, aiutateli a recuperare le energie, preparandogli ad esempio qualcosa di sfizioso da mangiare. Mostrate vicinanza, concedendovi anche dei momenti positivi di svago per smorzare la tensione e abbassare i livelli di ansia. Dovete fargli capire che siete dalla loro parte e che, se riusciranno a recuperare le varie materie, sarà vantaggioso per loro e nessun altro.
Il genitore può aiutare il figlio, standogli vicino e spronandolo a dare il massimo, pensando che in questi momenti deve fungere da scarico per lui e riuscire a gestire le proprie preoccupazioni per evitare di essere un ulteriore carico da gestire!


