“AUTOLESIONISMO E RIFUGI DIGITALI. Costruire una rete per non lasciare soli i ragazzi ” è un progetto innovativo su un fenomeno purtroppo sempre più diffuso tra gli adolescenti, di cui troppo spesso ancora si ha paura di parlare, rischiando di lasciare i ragazzi ancora più soli.
Le attività che portiamo avanti nelle scuole ci hanno infatti permesso di rilevare come, nonostante la diffusione dell’autolesionismo e le numerose richieste di aiuto che arrivano da parte di genitori e ragazzi, si faccia fatica a fare prevenzione e intervenire in maniera efficace.
Il progetto nasce da anni di ricerche e studi scientifici: troppi autolesionisti vivono nella paura di essere scoperti, non sono compresi e accettati, tanto da rifugiarsi nel web. Troppi adulti di riferimento non conoscono e non riconoscono l’esistenza del problema e il ruolo della rete.
Nei rifugi virtuali i ragazzi cercano riconoscimento, nei gruppi chiusi condividono immagini e video di tagli e ferite, si danno consigli su come non farsi scoprire, rischiando di rinforzarsi a vicenda e creare un effetto contagio.
C’è un’emergenza social e sociale che deve essere affrontata con strumenti specifici e l’obiettivo è quello di fornire linee guida e strategie di intervento per identificare la problematica e contrastarla precocemente ed efficacemente.
In che modo lo facciamo? In modo innovativo, coinvolgendo direttamente i ragazzi al fine di attivare una riflessione e una reale comprensione, puntare ad un coinvolgimento attivo anche delle famiglie e offrire strumenti concreti ai docenti per affiancarli e sostenerli nel lavoro in classe.
Destinatari: studenti delle scuole secondarie di I e di II grado, genitori, familiari, insegnanti ed educatori
È possibile replicare il progetto anche in altri Istituti scolastici su tutto il territorio nazionale. Per info e contatti scrivere a osservatorioadolescenza@gmail.com



